La crisi l’hanno sentita anche loro. Gli organizzatori di Politicamente Scorretto, la rassegna partita nel 2005 da un’idea dello scrittore Carlo Lucarelli e giunta alla nona edizione, si sono trovati infatti con un budget decurtato di oltre il 20 per cento rispetto al 2012. “Ma se siamo più poveri di risorse economiche”, ha detto Paola Parente, assessore alle politiche culturali del comune di Casalecchio di Reno che da anni ospita la manifestazione, “siamo più ricchi dal punto di vista umano perché intorno a noi si è creata una comunità che ci ha consentito ancora una volta di avere un programma così variegato”.

Diciassette giorni di appuntamenti articolati tra il 19 novembre e il 6 dicembre, 34 eventi, 2 conduttori – lo scrittore Marco Bettini e l’ex magistrato Libero Mancuso – che si alterneranno a Lucarelli nei dibattiti, una novantina di ospiti, la diretta streaming e quest’anno anche il crowdfunding, la raccolta di fondi via Internet per consentire a 7 attori napoletani di portare un scena il loro spettacolo “Su al nord: giovani in scena contro le mafie”. Le tematiche, poi, sono sempre quelle, argomenti che hanno consentito a Politicamente Scorretto di diventare strumento di divulgazione in vista di “tempi di alta civiltà”. Per cui, di nuovo, oltre che di criminalità organizzata, si parlerà di corruzione, elezioni, finanza (anche vaticana) e femminicidio.

“Possono apparire argomenti appartentemente slegati, ma non è vero”, ha commentato Carlo Lucarelli nel corso della conferenza stampa in cui è stata presentata l’edizione 2013. “Siamo partiti 8 anni fa con il noir come strumento di interpretazione della realtà e poi ci siamo allargati alla politica, alle mafie al nord, al riciclaggio trovandoci davanti una specie di mosaico. E ogni anno gli argomenti dei nostri dibattiti non si esaurivano al termine di un incontro, dovevamo tornarci di nuovo l’anno successivo. Eccoci qui allora con due auspici. Il primo è che l”esercito’ delle scorte a protezione dei nostri ospiti possa venire un giorno a Casalecchio perché gli va, non perché deve assicurare l’incolumità di un magistrato o di un giornalista. Il secondo è che un giorno quei temi, i nostri temi, possano essere oggetto di discussioni storiche, non di attualità”.

Due saranno i giorni centrali della rassegna emiliana, sabato 23 e domenica 24 ottobre. Lo saranno con eventi come “L’antimafia si fa eleggere”, a cui parteciperanno tra gli altri Alessandra Clemente, oggi assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli e figlia di Silvia Ruotolo, vittima “collaterale” nel 1997 di una faida di camorra. Insieme a lei Davide Mattiello, per anni impegnato in progetti di Libera Piemonte e divenuto in questa legislatura esponente della commissione antimafia. Ma tra gli ulteriori nomi in programma compaiono quelli di giornalisti come Fiorenza Sarzanini, Gianluigi Nuzzi, Stefano Feltri, Antonio Maria Riva, Giancarla Codrignani, Antonio Ramenghi, Lirio Abbate, Mauro Sarti e Daniele Biacchessi, magistrati tra cui Anna Capena (Direzione nazionale antimafia) e Giuseppe Lombardo (Dda di Reggio Calabria), e tra i politici Walter Veltroni, la scrittrice Lidia Ravera (oggi assessore della Regione Lazio) e Massimo Teodori (già commissione Sindona e P2) mentre si attende ancora conferma della partecipazione di Rosy Bindi, neo presidente della commissione antimafia.

Don Luigi Ciotti di Libera, Pierpaolo Romani di Avviso Pubblico, l’attore Ascanio Celestini e Pina Maisano Grassi, moglie di Libero Grassi, sono altri ospiti della rassegna di Lucarelli insieme a scrittori e docenti universitari. Ma poi il programma si compone anche di quelli che lo scrittore emiliano presenta come “gli altri linguaggi dell’antimafia e della civiltà: i documentari, i reportage, il teatro e la musica”. E allora, nel corso di tre serate, saranno proiettati i video finalisti del premio Roberto Morrione (“La dismissione del nucleo forestale di Brescia”, “Non chiamateli mostri: storie di ordinaria schiavitù” e “Che fine ha fatto la ‘robba’ dei boss?).

Ancora, troveranno spazio i docufilm “La voce di Impastato” e “La terra dei fuochi” e a chiusura, il 5 dicembre, sarà la volta del dibattito “Quando l’arte salva la memoria” per discutere di come le forme espressive possono contribuire all’elaborazione del lutto e della memoria civile. Non è dunque un caso che il giorno dopo, il 6 dicembre, Politicamente Scorretto si chiuda con la commemorazione della strage all’istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, dove nel 1990 un aereo militare precipitò in una scuola facendo registrare 12 vittime. Erano i quindicenni della classe seconda A.