Ostaggio del proprio quartiere. Stavolta non è la manifestazione dei movimenti antagonisti a paralizzare il centro di Roma, ma la Corsa dei Santi. Evento organizzato dalla Fondazione don Bosco e a cui hanno partecipato oltre 5mila maratoneti. Nessuno però, denunciano residenti e commercianti della zona, si è preoccupato di avvisare i cittadini che per alcune ore sarebbero stati bloccati nel proprio quartiere. Transenne e vigili agli incroci nell’andata e ritorno da piazza Pio XII.

Da via della Conciliazione a San Giovanni, passando per via Merulana e i Fori Imperiali, migliaia di persone in pantaloncini. Altre rinchiuse nelle strade che vivono. Nessuna possibilità di raggiungere il posto di lavoro o l’aeroporto per trascorre il weekend di Ognissanti lontano dalla Capitale. Proprio nelle ore in cui il Campidoglio lancia la giornata della fascia verde: divieto di transito per le auto (euro 0 e 1), dal grande raccordo al centro della città.  

L’appuntamento si divide in due percorsi: uno di 10 chilometri per i professionisti, l’altro di 4 per i principianti. L’obiettivo: un messaggio di solidarietà legato a una terra missionaria in Oceania, le isole Salomone. Dove creare una nuova struttura sanitaria per corsi di prevenzione contro malaria, Aids e Tbc. Una gara a cui non è voluto mancare il sindaco Ignazio Marino, che ha dato il via alla maratona capitolina.

Sul sito della fondazione i link per iscriversi alla corsa. Su quello del Comune, solo nella tarda serata di ieri un comunicato (in terza posizione sulla home page) che annuncia i possibili disagi per la chiusura al traffico di 27 tra strade e piazze. Dalle 6 alle 11.30, oltre 50 le linee di autobus deviate, limitate o soppresse. Tutto nel giorno in cui da palazzo Senatorio arriva l’obbligo di lasciare in garage le auto più inquinanti. E molti abitanti si trovano a fare i conti con l’ennesima manifestazione che li rinchiude nelle strade in cui vivono.

Le responsabilità, però, non si trovano. Dal Campidoglio fanno sapere che la kermesse è stata organizzata dall’associazione don Bosco. Ma il piano traffico spetta all’assessorato alla Mobilità. Nessuna risposta in merito dal titolare dell’assessorato, Guido Improta. ilfattoquotidiano.it ha provato a contattarlo: chiamata rifiutata. L’unica certezza è che sul tragitto interessato non si vedono cartelli che informano la cittadinanza.

“Sono sceso da casa per andare a lavoro – dice un residente di via Cavour – nessuno ci ha dato comunicazione del passaggio dei podisti. Il risultato? Sono bloccato qui da almeno un’ora”. “Io come faccio a raggiungere l’aeroporto?”, chiede un altro. Neanche i vigili sembrano saperne di più: “Bisogna aspettare la fine della corsa”, dicono non senza scocciatura alle decine di persone che continuano a fare avanti e indietro tra un blocco e l’altro. Qualcuno minaccia di fare causa al Comune per la giornata di lavoro persa. Altri ironizzano: “Denunciamo Marino per sequestro di persona”. I vigili fanno spallucce: “A Roma va così, è una emergenza continua”. “Ma è possibile che non esista una via d’uscita”, chiedono automobilisti e motociclisti. Sì. Evidentemente sì. E vale per tutti, anche per un medico di turno in ospedale che rimane inchiodato davanti alle transenne a guardarsi la gara. “Tanto ormai ho perso la giornata”.

Se si passa, quando si passa, è solo per evitare che le strade diventino un serpentone di auto ferme. Solo allora – al grido di “daje, spicciati” – qualche vigile si prende la responsabilità – del tutto personale – di sfoltire la coda. “Per l’ennesima volta – spiega Matteo Costantini di Uniti per il centro storico – l’amministrazione non si è degnata di avvisare i romani”. Perché, nonostante la maratona di solidarietà non sia alla sua prima edizione “le decisioni vengono prese all’ultimo minuto: senza consultazioni”.

Chiaro il riferimento allo stop al traffico privato tra largo Corrado Ricci e via dei Fori, che ha fatto traslocare le auto su via Merulana. “Questa finta pedonalizzazione, ogni giorno una manifestazione e a rimetterci, ogni giorno, sono i lavoratori”. Ieri l’ultimo corteo: quello dei movimenti per il diritto all’abitare. Va meglio a Mario Lucchese, residente in quel quadrante e con un’attività commerciale su via del Babuino. “Fortunatamente sono un tipo puntuale e, uscendo presto, ho trovato pochi maratoneti che mi hanno fatto la cortesia di passare con il mio mezzo”. Lucchese punta il dito contro la poca informazione: “Sarebbero bastati dei manifesti, una pagina di giornale e un account twitter. Invece niente”. La corsa prosegue, non resta che aspettare la fine.