LA GIORNATA
La lepre è in fuga, ma solo due volpi non hanno nessuna intenzione di lasciarla andar via. Le altre, invece, sembrano non aver fiato a sufficienza. La fotografia che arriva dalla decima giornata di campionato ha contorni molto nitidi: la Juventus e soprattutto il Napoli reggono il ritmo turbo-folk della Roma di Garcia (impegnata stasera nella non impossibile sfida casalinga contro il fanalino di coda Chievo), superando prove alla vigilia assai complicate. Non è la prima volta che accade, quindi nessuna novità sostanziale rispetto alle nove precedenti puntate di un romanzo finora avvincente. Ma sarà sempre così? L’interrogativo non è peregrino. La vera variazione sul tema, infatti, riguarda ciò che succede fuori dalla zona Champions. Inter, Fiorentina, Lazio e le altre presunte grandi non riescono ad avere quella costanza di risultati (e di gioco) che contraddistingue la marcia del triumvirato di testa. E la classifica ne risente.

I sei punti di distacco dal terzo posto rischiano di creare due tornei distinti: Garcia, Benitez e Conte a lottare per la gloria e l’Europa che conta, tutte le altre a rincorrere il minimo sindacale (leggasi partecipazione all’Europa League e Coppa Italia). Il solco, del resto, è netto: va al di là del risultato e si traduce nelle prestazioni di chi doveva fare grandi cose e invece si ritrova con tanti, troppi problemi da risolvere. L’Inter è l’esempio più lampante. A Bergamo soffre maledettamente l’organizzazione dei padroni di casa e, seppur in vantaggio, riesce a mettere in cascina un punticino che serve poco alla classifica e ancor meno al morale. In tal senso, il modulo rinunciatario di Mazzarri (Palacio troppo solo davanti, Kovacic fuori ruolo e Alvarez a corrente alternata) non aiuta ad alimentare l’ambizione da piani alti, con alcuni uomini chiave che iniziano a soffrire uno schema e un atteggiamento sin troppo da provinciale. Guarin è la prima vittima di questa situazione. Inguardabile a Bergamo, il centrocampista colombiano sembra come una gomma da asfalto sul ghiaccio: non riesce ad avere presa sulle partite. L’ex tecnico del Napoli deve cambiare qualcosa e i miglioramenti del secondo tempo contro l’Atalanta (due punte e baricentro più alto) sono lì a testimoniarlo. Il tempo c’è.

Discorso diverso per la Fiorentina. La creatura di Montella è stata costretta a soccombere contro il Napoli, ma ha dimostrato ancora una volta una frizzantezza offensiva che lascia ben sperare. Delle ‘normali’, la Viola è l’unica che può guardare con fiducia al futuro prossimo. In tal senso, però, l’imminente ritorno di Gomez potrebbe complicare il lavoro di Montella, che con Rossi, Cuadrado e Joaquin sembra aver trovato la quadra in attacco. Un paradosso? Si vedrà. In difesa, invece, al Franchi si balla. In questo caso, i passi sono quelli del tango argentino di Higuain, splendido assist man in occasione delle reti di Callejon e Mertens. Nel complesso, per Benitez ci sono ancora ampi margini di miglioramento: se così fosse, la Roma non dormirà sonni tranquilli. E gli incubi, per Totti e compagni, non avranno solo cadenza napoletana. E sì, perché anche la Juve è lì: fa meno paura del Napoli, col Catania soffre non poco prima di dilagare, ma alla fine l’abitudine di Vidal e soci nel lottare a certi livelli potrebbe essere il valore aggiunto sul lungo periodo (mercato di gennaio permettendo).

Chi si gode il presente senza pensare al domani è il Verona: gli scaligeri sono l’unica, vera sorpresa della Serie A. Imbattibili in casa (cinque partite, altrettante vittorie), gli uomini di Mandorlini possono strizzare l’occhio all’Europa (hanno gli stessi punti dell’Inter…) a patto di migliorare l’andamento in trasferta. Numeri a parte, però, i gialloblu stanno mettendo in mostra un’argenteria di prim’ordine (Jorginho su tutti) ed un usato non solo sicuro, ma forse troppo in fretta dimenticato. Vero Luca Toni? Di contro, da non sottovalutare l’ambiguità di rendimento della Sampdoria, finora protagonista di un torneo davvero senza sale. Occhio: le sabbie mobili sono distanti appena tre lunghezze. Detto dell’organizzazione dell’Atalanta e del ritorno alla vittoria in trasferta dell’Udinese (che batte il Sassuolo – ora penultimo a braccetto col Catania – più con le parate di Brkic che con le giocate di Di Natale e Muriel), molto divertente il pari di San Siro tra Milan e Lazio.

Diciamolo subito: il risultato è giusto, anche se chi ama il calcio avrebbe preferito che la prima perla di Kakà nella sua seconda vita rossonera avesse avuto come contorno tre punti di vitale importanza per la classifica del Diavolo. Che sembra un po’ migliorato rispetto alle ultime uscite, anche se continua ad avere una mancanza di personalità a tratti disarmante. Allegri rimane sulla graticola, Petkovic meno (deve ringraziare il gol di testa del francese Ciani). In tema di allenatori, da sottolineare l’ottimo impatto di Giampiero Gasperini sul Genoa (anche qui un ritorno): il Grifone batte il Parma con il solito Gilardino (per lui sirene americane con offerte da nababbi. Che farà Preziosi?) e saluta la zona retrocessione, dove invece rimangono il Livorno e il Bologna. Toscani ed emiliani, però, assaporano retrogusti decisamente diversi dopo le gare di ieri. Mentre la squadra di Pioli centra il primo successo esterno rifilando un secco 0-3 al peggior Cagliari della stagione, quella degli uomini di Nicola (e del Toro di Ventura) è una santabarbara: ospiti in doppio vantaggio, Livorno che rimonta e supera gli ospiti nell’entusiasmo generale, salvo poi farsi raggiungere dal rigore di Cerci, che fissa il risultato finale sul 3 a 3. Più che una partita, una roulette russa.

IL PERSONAGGIO
Vertice sinistro dell’area, movimento a convergere, testa alta e tiro a giro all’incrocio dei pali. Un gol splendido. Soprattutto un gesto tecnico difficilissimo, sebbene eseguito con quella semplicità e naturalezza di movimento che solo Ricardo Izecson dos Santos Leite, in arte Kakà, ha nel suo pedigree. Una rete che sembra un ponte tra la prima e la seconda vita rossonera del fuoriclasse brasiliano. Che – inutile nasconderlo – non è quello di cinque anni fa. La nebbia fisica-tecnica-tattica della naftalina madridista, tuttavia, inizia a diradarsi. Ed è questa la vera speranza dell’ambiente milanista, ancora sospeso tra le bizze di Balotelli, una rosa non all’altezza e un allenatore che sembra alla fine di un ciclo. Ecco. La ritrovata verve di Kakà potrebbe essere il filo conduttore tra la l’epilogo dell’era Allegri e l’inizio di un nuovo periodo, che dovrà avere necessariamente un altro interprete in panchina. Perché San Siro, dopo le sconfitte, ora fischia pure i pareggi. E con un Berlusconi decaduto da senatore e con tanto tempo libero a disposizione, il ‘cambio del manico’ potrebbe arrivare molto prima del previsto. Ma non ditelo a Pippo Inzaghi

LA SFUMATURA
“La mamma degli sfaccendati evidentemente non fa le parole crociate”: dalla serie ‘Variazioni sul tema’, ecco l’originale interpretazione de ‘La mamma degli imbecilli è sempre incinta’ regalata agli spettatori Sky dal cronista di Livorno-Torino. Eccezionale. Chi sono gli sfaccendati con genitori dediti ai cruciverba? I tifosi di casa, che con i soliti laser hanno provato ad infastidire Alessio Cerci dal dischetto. Il Robben de noaltri non si è lasciato intimidire: per il Toro un punto, per l’esterno di attacco settimo gol stagionale, la palma di vice-capocannoniere del campionato e un abbonamento annuale alla Settimana enigmistica.

RISULTATI
Atalanta-Inter 1-1 (Alvarez al 16′, Denis al 25′ p.t.)
Cagliari-Bologna 0-3 (Garics al 26′ p.t.; Kone al 13′ e Pazienza al 16′ s.t.)
Fiorentina-Napoli 1-2 (Callejon al 12′, Rossi – r- al 28′ e Mertens al 36′ p.t.)
Genoa-Parma 1-0 (Gilardino al 12′ s.t.)
Juventus-Catania 4-0 (Vidal al 26′ e Pirlo al 34′ p.t.; Tevez al 21′ e Bonucci al 26′ s.t.)
Livorno-Torino 3-3 (Immobile al 4′, Glik all’8′, Paulinho al 25′ e Greco al 33′ p.t.; Emerson al 17′ e Cerci -r- al 41′ s.t.)
Milan-Lazio 1-1 (Kakà al 9′ e Ciani al 26′ s.t.)
Sassuolo-Udinese 1-2 (Di Natale -r- al 18′, Di Natale al 25′ p.t.; Muriel all’11’ s.t.)
Verona-Sampdoria 2-0 (Gomez al 6′ e Toni al 33′ s.t.)
Roma-Chievo (stasera)

CLASSIFICA
Roma 27*
Napoli e Juventus 25
Inter e Verona 19
Fiorentina 18
Lazio 15
Udinese e Atalanta 13
Milan e Parma 12
Torino e Genoa 11
Cagliari 10
Livorno, Bologna e Sampdoria 9
Catania e Sassuolo 6
Chievo 4*

* = una partita in meno

PROSSIMO TURNO
Sabato 2 novembre: Parma-Juventus (ore 18), Milan-Fiorentina e Napoli-Catania (ore 20.45)
Domenica 3 novembre (ore 15): Livorno-Atalanta (ore 12.30), Lazio-Genoa, Sampdoria-Sassuolo, Udinese-Inter, Verona-Cagliari, Torino-Roma (ore 20.45)
Lunedì 4 novembre (ore 20.45): Bologna-Chievo