Le associazioni dei diritti omosessuali scelgono via San Giovanni in Laterano, la cosiddetta Gay Street di Roma, per una manifestazione in ricordo di Simone, il ragazzo gay vittima di omofobia che si è suicidato buttandosi dall’undicesimo piano. “Voglio che questa morte resti come una macchia su tutti gli omofobi”, dice Vladimir Luxuria. La richiesta delle associazioni è chiara: “L’approvazione in tempi rapidi della legge contro l’omofobia“. “Il provvedimento attende la discussione in Senato dopo l’approvazione della Camera”, spiega Aurelio Mancuso di Equality Italia. “La legge è importante ma è uno strumento. E’ necessario – afferma Edoardo Messineo di Luiss Arcobaleno – un cambiamento culturale e le istituzioni devono fare la loro parte”. Diversi gli esponenti politici presenti, da Gianni Cuperlo (Pd) a Alberto Airola (M5S), passando Giancarlo Galan (Pdl) che fa mea culpa: “Oggi si respira il senso di colpa della classe politica“. “La lotta all’omofobia non ha colore politico – afferma il viceministro delle Politiche sociali Cecilia Guerra – è il paese nel suo complesso che deve maturare rispetto a esigenze di libertà e equità”  di Annalisa Ausilio