Bisogna prendere posizione, su questa incredibile storia dello spionaggio americano sul mondo, a cominciare dalla ragnatela di ascolti tipo Stasi (ricordate il bel film Le vite degli altri?) che sembra aver preso nella rete tutti i capi di Stato e di governo europei. La storia è effettivamente complicata e disorientante, se pensate a un botta e risposta fra Casa Bianca e New York Times su questo strano affare, in questi giorni. Qualcuno dalla Casa Bianca avrebbe detto, in modo un po’ generico che “tutto ciò che il Presidente autorizza, si fa nell’interesse nazionale”. Un commentatore del quotidiano newyorchese ha risposto secco: “L’interesse nazionale più importante per gli Stati Uniti è la fiducia dei Paesi e dei popoli alleati”. Naturalmente una simile storia non si chiarisce con una battuta, e dunque bisognerà riprendere il filo da capo. All’inizio, nell’affrontare questa vicenda, a tutti sembra che vi sia una sola drammatica domanda: perché Obama, presidente eletto e rieletto per liberare il Paese da personaggi inclini a governare col segreto (George W. Bush) ha preso un’iniziativa allo stesso tempo arrischiata e tanto immorale? Da persona che ha viaggiato a lungo accanto o attraverso le istituzioni americane, propongo che ci sia anche un’altra domanda, altrettanto drammatica, che nessuno ha finora proposto. Ma per ora tengo la seconda domanda di riserva, e tento di rispondere alla prima. Lo farò con i seguenti, discutibili punti, a ciascuno dei quali, però, io do credito.

1) A partire dall’11 settembre 2001, abbiamo imparato la necessità della sicurezza condivisa e sappiamo che soltanto gli Stati Uniti sono in grado di esercitare un (pur imperfetto) monitoraggio mondiale. Per questo abbiamo ceduto agli Stati Uniti il controllo dei nostri viaggi, dei nostri passeggeri, dei nostri voli e di una buona parte della nostra privacy. In questa attività, che gli Stati Uniti esercitano, senza nasconderlo, sul territorio di tutti (e che sembra avere diminuito di molto i rischi americani, ma anche i rischi comuni ) c’è un sopra e un sotto. Il sotto è il mondo quasi invisibile degli spionaggi incrociati (vedere certe buone serie televisive americane piuttosto esplicite e molto ben fatte) dove avvengono, quasi non notati, conflitti e alleanze, misteriosi delitti e fraterne collaborazioni). Il sopra sono gli apparati di governo. Da un lato quasi tutti sono porosi e meno sicuri del sistema americano. Dall’altro, come si è visto dalle reazioni meno insincere dei vari capi di Stato e di governo, nessuno sembra sia stato colto davvero di sorpresa. Possibile che avessero servizi di intelligence e monitoraggio non in grado di scoprire per tempo un’intercettazione così clamorosa?

2) Prima di gridare allo scandalo e domandarci increduli in che mondo viviamo e con che diritto l’America eccetera, cerchiamo di ricordare il caso Litvinenko, la ex spia sovietica, ucciso a Londra con il terribile avvelenamento da plutonio (immensamente doloroso, agonia di settimane, dunque un’esecuzione esemplare da mostrare a qualcuno). Litvinenko, al momento del delitto, era in servizio presso il MI6 inglese (quello di Bond, per intenderci) ed è stato eliminato a cura di quattro ex colleghi ancora al lavoro per Putin, ma anche informatori del Regno Unito. Tener conto che Litvinenko, al momento della morte, era anche al servizio della Commissione parlamentare d’indagine italiana detta “Mitrokhin” istituita da Berlusconi con il compito di dimostrare che Prodi era stato al soldo dell’Urss. In Italia nessuno ha mai chiesto chiarimenti sulla sordida vicenda, anche se un certo Sgaramella, consulente della Commissione parlamentare d’indagine italiana, risulta coinvolto in molte vicende oscure che riguardano la parte italiana del caso Litvinenko. Tener anche conto che l’Alta Corte di Londra ha interrotto ogni indagine sul doloroso caso spiegando che “per ragioni di Stato” non vi sarebbe stata alcuna sentenza.

3) Qualcuno ha notato che tutti si indignano per le intercettazioni di Angela Merkel, a eccezione di Angela Merkel? Il vero problema è la definizione dell’area e del tipo di segreto. Un buon autore di thriller darebbe più risposte della Casa Bianca e più spiegazioni del settimanale DerSpiegel che ha lanciato la parte tedesca della storia. Ricordiamoci però che c’è segreto e segreto e che intere sovrastrutture e sottostrutture degli Stati comunicano tra loro indipendentemente dai capi, in una fitta rete di scambi che è impossibile riferire a una sola persona. Inoltre, anche se non ce l’avessero detto Schlesinger e Kissinger in ponderosi testi accademici sul potere, vi sono eventi di cui il Capo non deve essere informato per non portarne la responsabilità o trovarsi nella necessità di mentire.

4) È possibile che certe intercettazioni potessero avere luogo mentre l’intercettato ne era parte consapevole?

Non c’è e non ci sarà mai la risposta perché un capo di governo non può ammettere un’eventuale cessione di sovranità, per qualsiasi ragione. Però un buon autore di trame di spionaggio (che sia in servizio alla National Security Agency o alla Twenty Century Fox) sarebbe in grado di rendere plausibile e anzi logica una vicenda del genere. (Esempio: sapere di più di qualcuno che pubblicamente dice altre cose).

5) Credo sia importante notare che questo attacco a Obama, spione del mondo, segue una serie di altre violentissime aggressioni, tutte tese allo screditamento personale. Del presidente che ostinatamente rifiuta di impegnare l’America in altre guerre, e si ostina a occuparsi di ospedali, di scuole, di salvataggio di imprese e di posti di lavoro. Vorrei far notare che tutte quelle aggressioni, a cominciare dalla denuncia di avere falsificato il certificato di nascita per fingersi americano, fino al recente tentativo di dichiarare Obama l’uomo che “ha fatto fallire gli Stati Uniti”, negandogli tutti i fondi federali, puntano a colpire non la politica ma la persona del presidente, che deve apparire infido, mentitore e pericoloso. Non vi sembra che ci sia un rapporto fra quest’ultima accusa e tutte le altre contro il primo americano nero che diventa presidente degli Stati Uniti?

A questo punto mi sembra possibile proporre la seconda domanda: chi manda Snowden? Perché Snowden , il cavaliere bianco, compare ai tempi di Obama con decine di migliaia di informazioni segrete che in teoria mettono in pericolo il Paese ma in realtà diffamano il presidente? Se fosse questa la vera domanda?

il Fatto Quotidiano, 31 Ottobre 2013