Qui potete guardare con i vostri occhi la nota ufficiale con cui l’Ufficio Censura del carcere di Novara dispone il trattenimento della lettera che un mittente detenuto aveva inviato a un destinatario libero. Non leggete sotto, vi lascio il tempo di scoprire da soli chi era questo destinatario.

Visto? Il detenuto Alessio Attanasio scriveva addirittura a papa Francesco! Potevate mai credere che la segretezza dei contenuti di una lettera indirizzata al papa potesse costituire un problema per la sicurezza? Cosa mai avrebbe potuto raccontare il signor Attanasio a Francesco I per minare la nostra tranquillità, per avere un qualche risvolto criminale? Ho tentato di ragionarci ma non mi è venuto in mente niente.

Non che la vicenda sia più di tanto rilevante. Volevo mettervene a parte solo per darvi un esempio dell’irragionevolezza che affianca la disumanità della quale il sistema penitenziario italiano oggi vive. Regole su regole, senza che nessuno ricordi, per una buona metà di esse, la motivazione che le ha originate e il senso che si portano dietro.

Una nota finale: il documento che ho linkato all’inizio di questo post è arrivato a me e alle altre persone incluse nella sua mailing list da Carmelo Musumeci. Il signor Musumeci è un ergastolano ostativo (di quelli che non hanno neanche un permesso premio ogni tanto né hanno speranza alcuna di lasciare la prigione prima di morire) recluso nel carcere di Padova.
Non entro nella questione: non mi interessano le polemiche su cosa avrà fatto di terribile per essere giustamente rinchiuso in una cella della quale sono state proverbialmente buttate le chiavi. Rifletto solamente sull’eccezionalità della situazione: Carmelo Musumeci, dal suo ergastolo, è riuscito a mettere in piedi una mailing list, a scrivere articoli e saggi, a coordinare centinaia di ergastolani in democratica protesta, a recuperare la copia di una censura disposta a Novara e a mandarla in giro. Non si può dire che non abbia spirito di iniziativa. E qualcosa da dire.