Giulia Arena, 19enne di Messina, è la nuova Miss Italia. Meglio dirlo subito, visto che davvero in pochi hanno seguito la sua incoronazione domenica 27 ottobre su La7. I dati Auditel sono implacabili: 937.000 spettatori per uno share del 5,5% (risultato raggiunto solo grazie alla diretta fiume, terminata ben oltre l’una di notte).

La prima Miss Italia targata La7, dopo la cacciata dalla Rai e le polemiche infinite degli scorsi mesi, è stato un vero e proprio flop. La serata, condotta da Massimo Ghini, Cesare Bocci e Francesca Chillemi, si è trascinata stancamente fino a notte fonda dopo più di quattro ore di gaffe, tempi morti e sbadigli. Una delle serate peggiori, a nostra memoria, della storia della televisione italiana. Ghini e Bocci, i due attori scelti da Cairo e Mirigliani per alzare il livello della kermesse, hanno confermato alcune sensazioni della vigilia: innanzitutto che il concorso di Miss Italia è morto, incapace di rinnovarsi e di essere appetibile dal punto di vista del racconto televisivo; e poi, che se chiami due attori a condurre, loro giustamente si limiteranno a recitare (male) il copione scritto dagli autori.

La lunghissima diretta era cominciata poco dopo le 20.30, con l’estenuante presentazione delle 63 finaliste a opera di una voce fuoricampo che aveva l’entusiasmo e la grinta di un flacone di Xanax. Ma il resto è stato addirittura peggiore. Ghini, Bocci e Chillemi hanno inanellato una gaffe dietro l’altra: impacciati, fuori contesto e forse pentiti di aver accettato, i tre non hanno saputo dare ritmo al programma, rimanendo intrappolati in una scaletta vecchia e stantia, priva del benché minimo segnale di rinnovamento del format. Il compitino che si chiedeva loro era semplice: condurre un concorso di bellezza nel modo più tradizionale possibile. Ebbene, non hanno saputo raggiungere nemmeno questo obiettivo minimo. Massimo Ghini ha sottolineato continuamente che si limitava a ripetere cose che altri avevano scritto per lui, e per tutta la serata non ha fatto altro che chiedere a Bocci (che è meglio si limiti alla recitazione) cosa ci fosse in scaletta. Francesca Chillemi continuava a sparire per periodi lunghissimi e nei pochi momenti in cui le si chiedeva di presentare le miss o di aprire il televoto, puntualmente incappava in gaffe o imbarazzanti inciampi verbali. A disagio la giuria, composta da Rita Dalla Chiesa, Massimo Lopez, Caterina Murino, Salvo Sottile, Lucrezia Lante della Rovere e Saverio Marconi. Interpellati troppo spesso e con domande senza capo né coda, i giurati hanno tentato disperatamente di difendere un concorso che, probabilmente, ora più che mai ha segnato la propria morte televisiva.

Patrizia Mirigliani ha lottato strenuamente per riportare Miss Italia in tv, dopo la rottura con la Rai e le trattative andate male con Mediaset. Ma se da un lato ha evitato l’assassinio del concorso di bellezza, dall’altro ha di fatto organizzato il suo suicidio. Il format era già stanco da tempo, e gli ascolti delle ultime edizioni targate Rai lo hanno abbondantemente dimostrato; ma se poi metti in scena un evento organizzato male e con una serie incredibile di problemi tecnici e di scrittura, non fai altro che decretare la fine ingloriosa di quello che fino a pochi anni fa era uno degli eventi di punta della tv pubblica.

Al di sotto degli standard minimi di decenza anche l’aspetto tecnico: una regia nervosa, al limite del dilettantismo, con riprese che continuamente impallavano l’inquadratura; una luce fioca da cripta cimiteriale che aveva il solo merito di nascondere i vuoti imbarazzanti sugli spalti del palazzetto dello sport di Jesolo. Una debacle su tutta la linea, dunque, per un prodotto televisivo che sperava nel soccorso last minute di Urbano Cairo per riuscire nel miracolo di un salvataggio in extremis. La scelta di riproporre in tv Miss Italia, dunque, sembra aver penalizzato sia il concorso che La7, che aveva puntato sulle miss nonostante i dubbi e le resistenze (in primis di Enrico Mentana).

L’unico sprazzo di onestà, in un programma pessimo sotto tutti i punti di vista, lo ha regalato Salvo Sottile, che prima ha criticato su Twitter, in diretta, il concorso di cui era giurato, e poi, come un novello Fantozzi dopo la proiezione della Corazzata Potemkin, ha trovato il coraggio di dire al microfono, in diretta, che non sarebbe più tornato a Miss Italia. Pensarci prima, magari, non sarebbe stato male. E oggi, dati Auditel alla mano, Cairo e La7 dovranno analizzare un disastro annunciato, che è riuscito nell’incredibile impresa di superare anche le più catastrofiche previsioni. Stucchevole e inutile, poi, il continuo richiamo alle polemiche sul concorso di Laura Boldrini, chiamata in causa nell’arco di tutta la serata e “colpevole”, a detta di presentatori, ospiti e organizzatori, di voler uccidere il sogno di migliaia di ragazze italiane. La presidente della Camera può stare tranquilla. Non si macchierà di alcun delitto, visto che Miss Italia ha scelto la via dolorosa del suicidio in diretta.