Il caso del criminale nazista Erich Priebke avvelena i rapporti tra tedeschi e italiani – anche dopo la propria morte. Nessun paese vuole sentirsi responsabile della salma, per non parlare di mettere a disposizione un luogo per la sepoltura. Inoltre si tratterebbe in particolare di un gesto compiuto dalla Germania per non sottrarsi al proprio dovere morale.

 Articolo originale di Stefan Ulrich apparso su Süddeutsche Zeitung il 17.10.2013

Traduzione di Claudia Marruccelli e Gloria Narducci per Italiadallestero.info

Quando Polinice, figlio di Edipo, attaccò Tebe, trovò ad attenderlo un duplice infausto destino. Primo, morire durante l’assalto alla città. Poi, il rifiuto di una sepoltura da parte di Creonte, re di Tebe. Questi fece abbandonare il cadavere giusto fuori delle porte della città, per impedire a Polinice l’ingresso al regno dei morti. Ma Antigone, sorella di Polinice, non rispettando il divieto reale.

Le trattative sui cadaveri dei nemici importanti hanno sempre messo alla prova l’umanità. Il caso di Erich Priebke lo dimostra nuovamente. Tuttavia, l’ex capitano delle SS, ormai defunto all’età di 100 anni, non solo era un nemico di tutti gli italiani amanti della libertà, ma anche un criminale. Nel 1944 prese parte alla fucilazione di 335 civili italiani, tra cui molti ebrei, nelle Fosse Ardeatine vicino a Roma. Per i tedeschi questo ufficiale tedesco delle SS rappresenta più una figura marginale nella storia dei crimini del Terzo Reich. Per gli italiani, Priebke invece simboleggia gli orrori della seconda guerra mondiale e l’orrenda disumanità dei nazisti.

Erich Priebke merita un funerale e una sepoltura? Lui, un uomo che fino all’ultimo è rimasto in maniera ostinata fedele alle sue tremende convinzioni, senza alcun rimpianto per ciò che fece, tentando persino di negare l’Olocausto? Certo, non si può arrivare ad abbandonare il suo cadavere fuori dalle porte di Roma, ma non sarebbe il caso di cremarlo e disperdere le sue ceneri al vento?

Un corpo trattato come rifiuto altamente pericoloso

Anche da morto, Priebke disturba gli italiani. Non vogliono vederlo sepolto a Roma, dove riposano i resti delle sue vittime. Un funerale, appena fuori la città ha recentemente scatenato violente proteste. L’Argentina, dove lo stesso Priebke avrebbe voluto essere sepolto, non lo vuole da morto. Henningsdorf, suo paese natale si trincera – stile molto tedesco – dietro a una serie di norme che regola le sepolture, per tenersi alla larga dalla salma dell’ex SS. Il Ministero degli Esteri a Berlino, spiega, “che la responsabilità e la cura del corpo spettano alle autorità del luogo in cui il defunto è deceduto.”

Il corpo viene trattato come se fosse considerato un rifiuto pericoloso altamente contaminante. In effetti Priebke ha contribuito ad avvelenare il rapporto tra italiani e tedeschi. Il suo crimine ha ripercussioni ancora oggi. Tuttavia Priebke resta pur sempre un essere umano, e come tale deve essere trattato, anche dopo la sua morte. E per questo non occorre rivolgersi agli antichi dei, è sufficiente il rispetto per la dignità umana. Anche al peggiore dei criminali, e in questo caso a Priebke – in silenzio e senza fasti – si deve una sepoltura. La sua famiglia e gli amici hanno il diritto di ricordarsi di lui, e, si spera, di chiedere perdono per i suoi crimini.

Ma chi dovrebbe assumersi l’onere di prendersi il morto Priebke? Per gli italiani, questo sarebbe pretendere troppo, visto che le vittime erano loro connazionali. Se la comunità ebraica di Roma ora chiede che Priebke sia seppellito nella sua città natale, la Germania dovrebbe mostrarsi disponibile. Priebke ha massacrato gli italiani in qualità di ufficiale tedesco, al comando dell’esercito tedesco. La Germania quindi ha un dovere morale di riprendersi il criminale defunto e di garantire che la sua tomba non venga sfruttata per la propaganda nazista.

L’Italia è rimasta interdetta quando Berlino recentemente si è rivolta alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja rifiutando di risarcire i soldati italiani, che erano stati deportati ai lavori forzati nella Germania nazista. Nella vicenda Priebke, la Repubblica Federale potrebbe ora dare prova di buona volontà. Dovrebbe fare in modo che il suo corpo venga sepolto, e che i suoi crimini non vengano mai più dimenticati.