“Le mie dimissioni sono di natura strettamente personale, legate alla mia vita privata. Ragioni che mi impongono di non rimanere a Parma, anche se con dispiacere, perché ho lavorato tanti mesi con grande impegno”. Con queste parole l’ex comandante della polizia municipale di Parma Patrizia Verrusio ha spiegato la scelta di lasciare l’incarico affidatole dal sindaco Federico Pizzarotti lo scorso marzo. A parlare insieme a lei in Municipio il primo cittadino Cinque stelle e il suo assessore alla Sicurezza Cristiano Casa, che hanno difeso l’operato della numero uno dei vigili urbani: la Procura l’ha infatti indagata per peculato per via del presunto utilizzo di un’auto di servizio che l’accompagnava quotidianamente dalla stazione di Parma al comando. Ma ora il caso che ha scosso una volta di più il corpo dei vigili urbani diventa un caso politico con il centrosinistra che arriva a chiedere un passo indietro del sindaco Pizzarotti. “Ora basta – replica lui – così rendono solo più insicuri i cittadini”.

La notizia dell’addio del comandante è arrivata nella serata di venerdì, dopo che da giorni circolavano voci su un suo possibile passo indietro, soprattutto dopo la visita a metà settimana degli uomini della Guardia di finanza, che avevano acquisito nuova documentazione sulla Verrusio. Sul suo conto pende un’ inchiesta per peculato, ma la comandante ha negato che a spingerla alle dimissioni sia stato il lavoro dei magistrati, sul quale si è detta serena: “L’ accusa di peculato è stata promossa attraverso i mezzi mediatici con una specie di ‘stalking’, con una persona appostata in stazione per fotografarmi. La Procura sta facendo il suo lavoro, mi sento molto tutelata come cittadina. Sono contenta che la Finanza abbia acquisito tutti i documenti, così da potere dimostrare che non ho nulla da nascondere”. Risposte alle accuse piovute da più parti, sono arrivate anche da Pizzarotti e dall’assessore Casa, che ha parlato di “attacchi indegni nei confronti della Verrusio da parte di gruppi politici e non politici”. 

Dopo le dimissioni del capo della municipale l’opposizione ha lanciato un duro attacco ai Cinque stelle, arrivando a chiedere anche la testa del sindaco. Di un’amministrazione “allo sbando, incapace di governare” ha parlato il capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio, che ha chiesto che Pizzarotti “per il bene della città cominci responsabilmente a pensare di fare un passo indietro”. Parma Unita ha invece definito l’atteggiamento della giunta “una difesa ottusa, che ha negato l’evidenza”. Pizzarotti però ha mantenuto la sua posizione, facendo scudo sull’operato della Verrusio e anche sul proprio mandato. “Prima di fare queste affermazioni bisognerebbe non avere macchie sulla casacca – ha replicato – La nostra maggioranza è compatta anche se viene a mancare una figura fondamentale, ma parlare di un’amministrazione allo sbando dà insicurezza ai cittadini, che invece devono stare tranquilli”. Il primo cittadino ha anche respinto le accuse di inesperienza e inadeguatezza: “Dopo un anno e mezzo è il momento di dire basta, siamo riusciti a raddrizzare il Comune e presto forniremo dati sul debito pro capite e sui progetti che intendiamo portare avanti per la città”. Altro capitolo su cui Pizzarotti ha promesso imminenti chiarimenti è quello degli autovelox, che ha portato a nuove denunce del Movimento Nuovi consumatori, deciso a far restituire ai cittadini i soldi delle oltre 63mila multe rilevate con i dispositivi in tangenziale sud, che avrebbero fruttato al Comune circa 7 milioni di euro. “Ci sono associazioni che fanno allarmismo in città, in cui si evidenzia un livore politico forse preso un po’ alla lunga, con un anticipo di 3 anni e mezzo – ha concluso Pizzarotti – Stiamo preparando tutta la documentazione per spiegare ai cittadini la correttezza del nostro operato”.

Verrusio rimarrà in servizio fino alla fine dell’anno, anche se in un futuro non troppo lontano, non è detto che non possa rientrare in Comune, visto che qualche tempo fa ha fatto domanda per la selezione a direttore generale. Per ora però priorità del sindaco sarà quella di trovare un suo sostituto alla guida della municipale che perde il quarto comandante in 5 anni. “Per il futuro non faccio previsioni – ha detto Verrusio, prima di elencare tutte le attività portate avanti durante il suo mandato, dal regolamento sulla movida al vigile di quartiere – Ho accettato questo incarico con grande entusiasmo e lavorerò il tempo che mi rimane con la stessa intensità. So che lascerò un’eredità interessante per chi arriverà dopo di me” .