È in corso presso il Tar della Lombardia la battaglia contro un presunto tentativo di infiltrazione camorristica in Atm, l’azienda di trasporto pubblico di Milano. Quest’ultima, infatti, a suon di carte bollate sta cercando di estromettere da un appalto di manutenzione e riparazione dei motori di tram, metropolitane e bus, la Aeg Srl di Marcianise, in provincia di Caserta, legittima vincitrice di un bando del giugno scorso.

A luglio l’Atm ha ricevuto dalla Prefettura di Caserta un’interdittiva antimafia, non meglio argomentata, proprio contro Aeg. Viene però citato il vecchio consiglio di amministrazione della società casertana, dimessosi nel 2011, quando Aeg finì nella cosiddetta inchiesta della “fratellanza”, condotta dalla Procura della repubblica di Firenze. In quell’occasione le indagini smascherarono una serie di illeciti commessi nell’aggiudicazione degli appalti di manutenzione dei convogli di Trenitalia.

La relazione prefettizia che ha dato origine all’interdittiva rimane ancora secretata. Gli inquirenti campani hanno accesso un faro su un vecchio socio di Aeg accusato di favoreggiamento, nell’ambito di una frode fiscale, a vantaggio di un personaggio implicato in un’indagine sulla criminalità organizzata casertana. L’Atm, che con Aeg lavorava continuativamente da decenni, appena ricevuta la comunicazione di interdizione da parte della Prefettura di Caserta, non ha potuto far altro che estromettere l’azienda di Marcenise dall’appalto ed assegnarlo alla seconda ditta che si classificò alla gara: la Elettromeccanica Sommariva Snc.

Anche se uno dei figli dei vecchi soci è ancora presente nel consiglio di amministrazione della società, “il provvedimento di interdizione, così com’è formulato, si riferisce ad un’azienda che oggi non esiste più” sostiene l’avvocato che rappresenta Aeg, Nicola Salvi. Nel frattempo, la giustizia amministrativa, lo scorso 2 ottobre, ha sospeso cautelativamente il provvedimento di esclusione dai lavori da parte di Atm. I giudici ancora dovevano leggere nel dettaglio il testo della relazione di interdizione, cosa che hanno potuto fare solo la settimana scorsa. Ora si attende una sentenza, che è prevista nelle prossime settimane.

“Ma in quell’occasione chiederemo ai giudici un’altra sospensiva – riferisce Salvi – perché nel frattempo è stato richiesto il riesame del provvedimento interdittivo, che se accolto tornerà agli inquirenti affinché lo rivedano e magari lo aggiornino”. L’interdittiva antimafia della Prefettura di Caserta ha messo in forse tutti gli appalti che l’Aeg aveva in corso, anche con diverse aziende pubbliche. A questo punto a rischio sono anche i posti di lavoro dei circa 30 operai che fanno parte della società casertana.