“Grazie alla legge di stabilità la ricostruzione all’Aquila si ferma a gennaio 2014, al massimo a febbraio”. Il sindaco Massimo Cialente, ospite del salone dell’edilizia Saie di Bologna, torna ad attaccare il governo, questa volta guidato dal compagno di partito Enrico Letta. Due anni fa dallo stesso salone il primo cittadino aveva denunciato, con un’intervista all’edizione Emilia Romagna del Fatto quotidiano, che il governo allora guidato da Silvio Berlusconi aveva tradito le attese dei terremotati. E oggi sembra di essere tornati ad allora: “La legge di stabilità approvata nei giorni scorsi non stanzia nulla per l’Aquila e così non si ricostruiranno i centri storici almeno nei prossimi anni e ci lasceranno marcire in queste che non sono vere case”. Il governo Letta sta completando l’opera di Berlusconi. Quando scese dalla scaletta dell’aereo poco dopo il terremoto – ricorda ora Cialente – l’allora premier mi disse che avrebbe voluto costruire le New town e che per ricostruire il centro ci sarebbe stato tempo”. Infine il sindaco azzarda una previsione molto pessimista: “Con questa nuova situzione il centro della città sarà in piedi nel 2030. Se ci dessero i soldi, noi del comune dell’Aquila nel 2020 termineremo i lavori”  di David Marceddu