Incentivi per le assunzioni di giovani lavoratori. Non si tratta, però, di lavoratori qualsiasi, ma di calciatori. Il taglio del cosiddetto cuneo fiscale è uno dei grandi nodi dell’attualità politica, con il governo che ha portato al termine il varo della legge di stabilità. E mentre si parla di cifre e coperture, il primo a portare a casa il risultato è il mondo del calcio. In particolare la Lega Pro: già da questa stagione, infatti, tutte le società di Prima e Seconda Divisione potranno beneficiare di un’esenzione fiscale di 5mila euro all’anno per i primi contratti professionistici fatti firmare a giocatori con almeno 18 anni e per un importo non superiore ai 22mila euro annui. Il provvedimento non costerà nulla alle casse dello Stato: a renderlo possibile sarà lo sblocco di alcuni fondi stanziati oltre dieci anni fa e mai impiegati.

“Siamo un Paese strano: ci lamentiamo sempre che mancano le risorse per fare le riforme. Poi, quando ci sono, le sprechiamo o addirittura non le utilizziamo” ha detto al fattoquotidiano.it Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro. “Noi ci siamo adoperati per far fruttare questi soldi, e adesso faremo partire un’iniziativa molto importante per il calcio minore: offriremo un sostegno concreto ai nostri club, e daremo lavoro a tanti ragazzi, per cui – non bisogna dimenticarlo – lo sport è una professione come tutte le altre”. Il tesoretto che permetterà di far partire il progetto sono i dieci milioni di euro stanziati dalla Finanziaria del 2000, che avrebbero dovuto consentire un’agevolazione di circa 500 euro per contratto di giovani calciatori. Ma, sia per la cifra irrilevante dell’esenzione, sia per alcune restrizioni normative, quelle risorse sono rimaste sostanzialmente inutilizzate: ad oggi restano allocati circa 8,5 milioni. La Lega Pro ha studiato la maniera migliore per recuperarle, e messo a punto un piano triennale che ha ricevuto il via libera da parte del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini: tra il 2013/2014 e il 2015/2016 assumere un giovane calciatore costerà molto di meno ad una società.

“Di fatto – spiega Ghirelli – viene eliminato quasi per intero l’onere fiscale del primo contratto”. La Lega ha stimato che a beneficiare di questo contratto esentasse – paragonabile ad una sorta di apprendistato calcistico –, saranno tra i 300 e i 400 giocatori a stagione, per un totale di circa mille calciatori. I primi tre anni costeranno 4 milioni di euro, poi si farà un bilancio dell’esperimento che potrà eventualmente essere rinnovato con l’altra metà dei fondi rimanente. “Finalmente abbiamo trovato la giusta disponibilità da parte del governo”, ribadisce Ghirelli. “In cambio dello sblocco di questi fondi – spiega – offriamo allo Stato formazione e immissione nel mondo del lavoro per tanti ragazzi”. Per usufruire delle agevolazioni, infatti, le società dovranno assicurare la frequenza scolastica e universitaria dei tesserati e potenziare le strutture pedagogiche interne.

In più, ci sarà l’obbligo di inserire due tirocinanti all’interno della struttura amministrativa del club, “perché non tutti potranno fare i calciatori ed è importante acquisire competenze anche fuori dal campo”. La Lega sarà garante dell’accordo e verificherà periodicamente il rispetto di tutte le condizioni: in caso contrario, i contributi verranno trattenuti e restituiti allo Stato. Il provvedimento sarà immediatamente operativo, non appena il governo trasformerà in legge l’impegno preso con la Lega: la prima finestra utile potrebbe essere proprio la legge di stabilità, dove verrebbe inserito un emendamento ad hoc per rendere i fondi fruibili.

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