La trasmissione di Santoro arriva al Parlamento europeo. Purtroppo solo per Silvio Berlusconi. Vedere una giornalista di Servizio Pubblico al Parlamento europeo di Strasburgo mi ha sorpreso non poco. Appena il servizio è cominciato, mi sono chiesto quale importante votazione del parlamento avrà spinto la trasmissione di Michele Santoro a mandare addirittura un’inviata, la brava Giulia Innocenzi, oltre confine.

Alla domanda ha risposto una secca delusione: Berlusconi, ancora Berlusconi. Il servizio, dal titolo “Un leader impopolare” ha trattato l’eventuale espulsione di Silvio Berlusconi dal partito dei popolari europei, di cui è membro il Pdl, dopo la sua condanna in Cassazione. Intervistando vari eurodeputati di spicco, italiani e non, la giornalista ha abilmente sottolineato come, da statuto, Silvio Berlusconi dovrebbe essere espulso senza esitazione alcuna. Da una parte la melina dei compagni di partito italiani, dall’altra la risolutezza del presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici che ha detto che se Berlusconi fosse stato un membro del Pse gli sarebbe stato chiesto di “fare un servizio a se stesso e anche al partito dimettendosi immediatamente”.

Il servizio è ineccepibile. Giornalisticamente accattivante. Resta tuttavia l’amaro in bocca per una triste constatazione: è possibile che per spingere una bella trasmissione come Servizio Pubblico a interessarsi del Parlamento europeo ci voglia Berlusconi? Riformulo per non essere frainteso: senza nulla togliere alla compiutezza del servizio della Innocenzi e all’importanza che il Ppe espella un suo membro condannato in ultimo grado, è possibile che al Parlamento europeo non ci sia qualcosa di altrettanto importante da meritare l’attenzione dei grandi media italiani?

Restiamo alla sessione plenaria in questione del Parlamento europeo (una settimana al mese in cui tutti gli eurodeputati si riuniscono a Strasburgo per votare collegialmente). Gli eurodeputati hanno votato due importantissimi dossier: la relazione “Lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati” e la relazione “Valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati”. Si tratta di due testi legislativi di fondamentale importanza e sui quali in Europa si sta lavorando da mesi. Nel caso della direttiva sul tabacco, le lobby delle sigarette hanno speso immani energie e risorse per annacquare il testo finale approvato dal parlamento e alleggerire le informazioni sugli effetti del fumo sulla salute sui pacchetti di sigarette.

Nel caso della direttiva VIA, invece, si tratta della principale normativa ambientale comunitaria che fissa gli standard ambientali che devono rispettare tutte le grandi opere e infrastrutture (autostrade, ponti, discariche e così via) nonché l’estrazione del gas di scisto. Una cosa non da poco viste le ben 29 procedure d’infrazione ambientali aperte dall’Ue ai danni dell’Italia. Insomma, di spunti giornalistici di interesse ce n’erano eccome. Eppure se il giornalismo che conta va a Strasburgo è per Silvio Berlusconi.

Per carità, nessun j’accuse nei confronti di Servizio Pubblico, una delle migliori trasmissioni giornalistiche nel panorama italiano, ma va registrato il perdurare di un certo provincialismo del giornalismo nostrano. Lo sanno bene i giornalisti italiani che vivono e lavorano a Bruxelles e che spesso faticano a far passare in madre patria certe notizie di respiro un po’ più ampio ma, alla fine, dalle importanti ricadute anche per l’Italia. Eppure l’opinione pubblica italiana avrebbe tanto bisogno di sapere cosa succede in Europa…a prescindere da Silvio Berlusconi.

@AlessioPisano

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