E’ polemica tra i Cinque stelle e il ministro dell’istruzione, università e ricerca, Maria Chiara Carrozza. Lo scontro avviene su uno scoop de Il Fatto Quotidiano: nel concorso di idoneità per la cattedra di diritto Costituzionale, a luglio, il commissario Ocse Francisco Callajon Balaguer s’è dimesso dalla commissione giudicatrice, denunciando al ministero che i membri, contro il suo volere, avevano cambiato – in modo irregolare – i criteri di valutazione del concorso. Il ministero ha appurato che la denuncia di Balaguer era fondata, infatti ha annullato ogni deliberazione, ripristinando i vecchi criteri di valutazione. Balaguer ha confermato le sue dimissioni, accettate dal ministero, ma i membri della commissione, che avevano agito irregolarmente, sono rimasti al loro posto. Ieri Gianluca Vacca, deputato del M5S ha interrogato il ministro Carrozza chiedendole “perché non ha sciolto la Commissione, in seguito a quanto emerso, come invece andrebbe fatto in questi casi”. Vacca ha legato la vicenda allo scandalo sui concorsi universitari, che coinvolge anche 5 saggi nominati dal premier Enrico Letta, denunciato dalla Guardia di Finanza e dalla procura di Bari. La ministra ha risposto che, tra l’indagine della procura di Bari, e le irregolarità rilevate nel concorso di diritto Costituzionale, denunciate da Balaguer, non c’è alcuna relazione, ritenendo di non dover né anticipare né sostuirsi alle sentenze della magistratura. Dura la reazione del M5S: “Le responsabilità del ministero sono evidenti perché, dopo la segnalazione del professor Balaguer e dell’indagine interna, avrebbe dovuto sciogliere la commissione e nominarne una nuova. Atto che rientrava nelle sue competenze, ma al quale non ha dato seguito”  di Loredana Di Cesare