Cinque per quindici. Cinque protagonisti del mondo della cultura (ma anche dell’arte, dello spettacolo, dello sport). E quindici minuti a ciascuno per raccontare un’idea, un’ispirazione, un’azione. Tutti sullo stesso palco. Di fronte, una platea di spettatori che pagano 12 euro per ascoltarli, applaudirli o fischiarli. “Perché la cultura si paga”, sostengono i promotori di questo format nato da un’idea di Rosie Boycott, ex direttore dell’Independent on Sunday e dell’Express, Daisy Leitch e Eleanor O’Keeffe.

Sull’onda del successo ottenuto a Londra, a Parigi e a New York, 5×15 approda ora in Italia: il primo appuntamento (ce ne sarà uno ogni mese) è per le 19,45 di mercoledì 16 ottobre al Circolo Filologico (via Clerici 10. Ingresso gratuito per chi ha meno di 18 e più di 65 anni). Davanti a un pubblico di 250 persone si “esibiranno” Gianni Biondillo, architetto e scrittore (Con la morte nel cuore, Nel nome del padre), Roberto Burdese, presidente di Slowfood Italia, Ilaria D’Amico, conduttrice televisiva, Dario Nicolosi in arte Bros, uno dei maggiori esponenti della street art, e Ferdinando Scianna, fotografo di levatura internazionale.

Due le regole del gioco: non superare i 15 minuti e parlare rigorosamente a braccio. Come affronteranno la performance i primi ospiti della rassegna? “Io partirò da una storia personale, e cioè da quando, cinque anni fa, sono stato arrestato a New York mentre decoravo un muro di non so quale quartiere di Manhattan. Dopo una notte nel carcere di Chinatown, già mi vedevo condannato a chissà quanti anni di galera. Invece, al processo per direttissima, forse per il mio impaccio, forse per l’ inglese stentato in cui tentavo di esporre le mie ragioni, devo aver fatto simpatia al giudice che mi ha assolto seduta stante, dichiarando che la mia era arte e non vandalismo”. Tutto il contrario di quanto sarebbe accaduto tre anni dopo a Milano, dove Bros fu rinviato a giudizio per la stessa azione. Ma con un epilogo tutt’altro che scontato, come racconterà lui stesso nel suo intervento.

“Questo 5×15 mi sembra un’evoluzione delle Ted Conferences americane (Technology Entertainment Design), nate con il preciso intento di spettacolarizzare la cultura all’insegna del fast and smart, veloce e brillante ” commenta Gianni Biondillo. “Non so se sarò smart, ma come da regolamento sarò rapido nell’esporre la mia idea di lentezza. Lentezza che si esprime nel trekking urbano: conoscere la città attraversandola a piedi lungo percorsi insoliti e rivelatori, tornare ad amarla riconoscendone la bellezza nascosta”.

Non si sa se a parlare sarà più lo scrittore o l’architetto, ma entrambi hanno piacere di essere in compagnia di altri conferenzieri che hanno Milano al centro della loro attività: “Bros la dipinge, Scianna la fotografa, io la racconto nei miei romanzi” chiosa Biondillo. Che ha una sola obiezione sull’evento: “Se è vero che la cultura si paga – e infatti il pubblico sborsa 12 euro – com’è che noi parliamo gratis?”.