Amnistia e indulto dividono il Pd. Dopo l’uscita di Matteo Renzi e la replica del presidente del Consiglio, Enrico Letta, oggi il senatore democratico Felice Casson si dichiara contrario ai due provvedimenti: “Ne parleremo col segretario Epifani. Io penso che non si possa procedere con amnistia e indulto nel modo in cui è stato proposto, perché non avrebbe alcuna utilità sociale: già nel 2006 – continua – diedero risultati molto limitati. Solo dopo aver approvato riforme sostanziali della giustizia penale – prosegue Casson – e dopo aver attuato il famigerato piano carceri, si potrà, eventualmente, parlare di amnistia e indulto”. Diverso il parere di Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd: “C’è un problema che riguarda la dignità di migliaia di persone nelle nostre carceri: bisogna affrontare subito i provvedimenti che possano decongestionarle e restituire dignità ai detenuti. Non voglio sentir parlare della ‘linea Renzi’, si devono affermare i diritti”. Tra i provvedimenti che potrebbero diminuire il sovraffollamento delle carceri italiane c’è la possibilità di far scontare la pena dei detenuti stranieri (circa il 36 percento del totale) nel loro paese d’origine. In tal senso, l’Italia ha un accordo solo con la Tunisia. Casson è d’accordo: “E’ una delle possibilità, ma non è semplice perché gli Stati stranieri non hanno alcun interesse a prendersi i propri detenuti. E’ di competenza del governo e dovrebbe intervenire anche l’Europa”  di Tommaso Rodano