“Questo Paese non si può governare perché la Costituzione lo impedisce…”. Questa falsità ripetuta a reti semiunificate dai berlusconiani, che l’hanno sempre odiata, ha finito per contagiare anche una parte del presunto campo avverso. Quale rapporto esiste tra le parole e la realtà?

-Il Porcellum non è stato abrogato per colpa della Costituzione?
– Il conflitto di interessi non è stato risolto a causa della medesima?
– Il reato di clandestinità è stato introdotto in ossequio al principio di uguaglianza?
– L’articolo 18 dello statuto dei lavoratori è stato sfigurato in omaggio al principio di dignità della persona?
– Le norme “Salva Berlusconi” sono state deliberate per salvaguardare il principio di “onorare la Patria”?
– Le leggi contro la corruzione sono restate ferme per un qualche impedimento costituzionale?
– Le norme contro la ricostituzione delle formazioni neonaziste e neofasciste sono rimaste lettera morta per colpa della Carta o della sua mancata applicazione?
– La sistematica rapina e distruzione dei beni ambientali e storici è avvenuta e avviene nel rispetto o nella violazione dell’articolo 9?
– La mancata rimozione degli “ostacoli” che impediscono la piena realizzazione della persona è stata determinata dalla Costituzione o dal prevalere di interessi contrari a quell’obiettivo?

L’elenco potrebbe proseguire perché nessuno, ma proprio nessuno dei principali mali che soffocano la Repubblica discende dalla Costituzione. Se invece l’obiettivo era quello di dimezzare i parlamentari sarebbe bastato dirlo, scriverlo ed approvarlo, dal momento che tutti si dichiarano d’accordo. In ogni caso, anche solo ipotizzare qualsiasi forma di presidenzialismo, senza aver prima approvato la nuova legge elettorale e una rigorosa normativa sul conflitto di interessi, rappresenta una follia politica, una avventura che potrebbe finire molto male.

Per questo Articolo 21 ha scelto di stare in Piazza del Popolo, anche perché in quel corteo e in quella piazza, c’erano molte delle donne e degli uomini che abbiamo sempre incontrato ogni qual volta abbiamo contrastato bavagli, censure, oscurità, integralismi. Sarà bene non dimenticarlo, anche per il futuro.