Le parole di Grillo sono indegne, ma bisogna argomentarle… ebbene… il comico sostiene che l’abolizione della Bossi-Fini non faceva parte del programma del M5S, ma, mi chiedo, nel momento in cui si stende un programma elettorale (che di solito è un libro dei sogni mai realizzato da alcuno), è possibile tenere conto anche di quegli eventi imprevisti e imprevedibili, di cui mai nessuno potrebbe neanche immaginarne le dimensioni, come la tragedia dei 500 migranti inghiottiti dal mare a Lampedusa? Non sono forse queste incalcolabili deviazioni nella storia dell’ umanità, questi drammatici sbandamenti dal quotidiano e assuefacente fluire delle notizie, a destare la coscienza collettiva, a creare quella frattura oltre la quale non si può più accettare l’esistente?

Un discrimine che all’improvviso ti costringe a fare i conti con la verità, non solo quella dei morti che il mare continua a rigurgitare, che ti spacca lo stomaco e il cuore, ma anche la verità sottaciuta di una legge incivile e razzista. E fare i conti con questa verità – che va oltre qualsiasi previsione da programma elettorale, oltre la lista di belle intenzioni confezionate a uso e consumo degli elettori di turno – comporterebbe invece scelte coraggiose e umane. Ma c’è un altro punto che va contestato… Grillo dice che “se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”.

E allora mi chiedo, ma cosa distinguerebbe il M5S dagli altri partiti, senz’altro marci ed esecrabili, se al pari di questi la principale e inderogabile preoccupazione del movimento ‘rete-guidato’ è quella di ammucchiare voti, voti su voti, come assoluta priorità, come unico comandamento da eseguire e perseguire, anche a costo di ignorare, per convenienza, la quotidiana conta dei disperati che approdano, vivi o morti, sulle nostre coste? Come gli altri partiti dunque, Grillo sceglie i temi della campagna elettorale misurandoli sugli umori degli elettori, e poco importa se poi qualcosa sfugge all’elenco dei punti da realizzare, poco importa se tra quei punti manca la solidarietà e il rispetto della vita umana, come ci insegna la nostra Costituzione.

Gabriella Chiaramonte

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