Mentre la politca americana tratta a oltranza, le banche fanno i loro conti. E i risultati non devono essere stati molto confortanti, se JPMorgan Chase ha deciso di vendere tutta la parte di debito Usa in suo possesso in scadenza a breve termine, cioè con pagamenti previsti fra il 16 ottobre e il 6 novembre.

Una scelta analoga, del resto, era stata annunciata il giorno prima da un altro colosso americano, il gruppo finanziario Fidelity Investments che aveva fatto sapere di non avere più alcuna parte di debito dello Stato Usa in prossimità del momento in cui gli Stati Uniti potrebbero sfondare il tetto previsto.

Le mosse giungono mentre per l’America si teme il default, visto che repubblicani e democratici non hanno ancora raggiunto un accordo per porre fine allo shutdown del governo né un’intesa per l’innalzamento del tetto del debito, che va compiuto entro metà ottobre.

Secondo JPMorgan Chase la probabilità di un default del governo Usa è bassa, ma il gigante dell’investment banking sta adottando delle precauzioni per tutelare gli investitori e, quindi, se stesso.