La mamma e il papà fanno le regole. I nonni le disfano. Ogni occasione è buona per un’eccezione, per un’immunità, per una sospensione dello stato di diritto.  Hanno un sesto senso innato per scovare tutto quello che abbiamo faticato a tenere accuratamente alla larga e propinarlo agli scaltri angioletto con un candore disarmante. Eppure non possiamo farne a meno. Li ricicliamo come baby sitter, precettori, bagnini, factotum, autisti. Loro si fanno in quattro, si improvvisano giocolieri, cantastorie, qualche volta funamboli.

Ho visto compassati giuristi accovacciarsi sotto i tavoli per giocare a nascondino, posate dottoresse trasformarsi in accaniti calciatori, scattanti mezzofondisti o quanto meno provetti smanettatori di calcetto. Signore eleganti diventare giocatori di briscola, che nemmeno al bar della bocciofila. Imparano a usare i videogiochi e conquistano punteggi che neanche un quindicenne… Poi le storie… i bambini stanno con la bocca aperta ad ascoltare i nonni che raccontano le prodezze di personaggi fantastici che magari sono inventati o forse recuperano qualcosa di prozii e antenati altrimenti dimenticati e ormai ridotti a un nome.

Se poi pero’ il pupo è viziato, va da sè che la colpa è loro. Se azzardano un consiglio, noi genitori li liquidiamo con sufficienza: niente è più marcescibile della “moderna” puericultura. E perfino la pediatria sembra mutare alla svelta: tutto quello che per loro era vangelo, noi lo liquidiamo con un cenno, come roba preistorica. Pero’ la natura pare aver pensato le cose in modo esatto. La ruota della vita che rallenta ha ingranaggi che sembrano incastrarsi perfettamente in quelli della piccola ruota che comincia a girare. Sono i bambini che, se hanno l’immensa fortuna di condividere una parte del cammino con i nonni, li ricambiano con un affetto enorme e incrollabile. Una tenerezza che non tiene conto del tempo e delle sue ingiurie. Un amore enorme e insostituibile, che ripaga i nonni dell’ingratitudine che qualche volta affligge noi genitori.  Il 2 ottobre era la festa dei nonni. Non lo sapevamo.

Il Fatto Quotidiano del Lunedì 7 ottobre 2013