Cosa sia un motore di ricerca è cosa nota. Negli ultimi anni l’importanza dei motori di ricerca, il più noto è Google, è divenuta manifesta. Tuttavia quello che mi ha sempre colpito è il loro funzionamento. Senza entrare nel tecnico (non sono un informatico) il tema che più mi sta a cuore è il sistema di tracciamento delle informazioni e la loro relativa privacy.

In questo senso Google, e tutta la galassia di servizi che esso offre gratuitamente, sembra essere spesso oggetto di critica. Gli aspetti più salienti di queste critiche sono i metodi che il famoso motore di ricerca utilizza per “prevedere” quale sarà la nostra richiesta. A molti questo aspetto sembra piacere ma un piccolo crescente numeri di utenti, i più informati si potrebbe dire, trovano che questa “prescienza” di Google, fondata su analisi di precedenti richieste e altri “big data”, sia un po’ troppo invasiva. In controtendenza in tal senso si sta muovendo Bing. La neonata creatura di Microsoft sembra prendere le distanze dalle problematiche della privacy. Il loro approccio tende ad essere maggiormente scrupoloso e più attento alla gestione delle informazioni.

Interessante risulta anche la loro strategia di sviluppo. Se Google può vantare una presenza in web molto forte è attualmente meno competitivo sui device esterni. Allo stato attuale i telefonini con accesso al loro browser sono gli unici strumenti che possono aiutare a collezionare informazioni. Il futuro dei Google Glass sarà scritto nei prossimi anni, con fin da ora crescente preoccupazione per ulteriori violazioni della privacy insite nella registrazione non autorizzata di momenti di vita altrui.

L’attenzione di Bing invece si sposta sullo scenario delle famiglia. La presenza di Microsoft nelle case di molti italiani tramite la console Xbox, permette di definire uno scenario di sviluppo con un focus sulle famiglie. In tal senso Bing non fa segreto della attenzione ai più piccoli. Il prossimo evento che si terra a Pisa sabato sarà partecipato anche da Microsoft. In questo contesto Maria Ines Carelli, product manager di Bing, terrà una breve presentazione sulla sicurezza per i più piccoli e le possibilità di navigare con maggiori protezioni: un tema molto caro ai genitori italiani sempre più atterriti da una rete che, complici i moderni social network, rappresenta sia un’opportunità di apprendimento sia un luogo insito di pericoli. In tal senso l’approccio di Bing sembra spingere ad una maggiore controllo sia in fatto di privacy che di sicurezza per i più piccoli; lo conferma indirettamente anche la scelta di Facebook di utilizzare Bing come partner invece che usare il più diffuso Google.

Lo scenario dei motori di ricerca, fino a qualche anno fa pressochè ignorato, sta divenendo il campo di battaglia del futuro, chi potrà disporre di maggior traffico potrà, per logica, contare su maggiori entrate pubblicitarie, e con la crescente spinta verso campagna pubblicitarie digitali, dove la tracciabilità del ritorno di investimento diviene sezionabile al singolo bite di dato. Lo scontro è aperto.

@EnricoVerga