Le startup possono nascere in qualunque settore anche in un momento di crisi nera. Una delle branche che il mondo dell’hi tech non contempla e che pure ha una prospettiva di crescita notevole è quella della Medicina Veterinaria. Gli animali domestici sono oramai parte integrante delle famiglie italiane, come testimoniano i dati censiti negli ultimi dieci anni, di conseguenza la richiesta di un’assistenza medica specialistica è ormai sempre più importante.

Nonostante ciò i giovani medici veterinari, in particolare in Italia, faticano ad affermarsi. Ne sanno qualcosa le Dottoresse Alessia Fedrigoni, Silvia Repetto e Chiara Caruso fondatrici della Clinica Veterinaria Porta Venezia di Milano che hanno realizzato un loro grande sogno.

Sono tre professioniste tra i trenta e i quaranta anni che si sono imbarcate in un’avventura che ad oggi ha dato loro grande soddisfazione e soprattutto delle concrete prospettive di crescita. Alle loro spalle, oltre alla formazione lunga e rigorosa, hanno anni di esperienza maturati attraverso molteplici collaborazioni in diverse città italiane che hanno consentito loro di raggiungere una preparazione specialistica.

Professionalità, stima reciproca ed un’amicizia decennale hanno contribuito alla realizzazione di un Centro Veterinario nel cuore di Milano lontano dal comune cliché di luogo di cura per animali.

Le dottoresse hanno da subito instaurato collaborazioni con alcune associazioni animaliste, The Survivors, Cuccioli Vesuviani e Zampa nel cuore, che salvano cani e gatti randagi o rinchiusi in canili lager del Sud Italia e della Bosnia Erzegovina.

“Purtroppo nei Paesi della Ex Jugoslavia e non solo, i cani e i gatti randagi una volta accalappiati vengono rinchiusi in strutture poco accoglienti e dopo circa due settimane sottoposti ad eutanasia” raccontano. “Noi ci occupiamo, per quanto possibile spesso anche a distanza, di offrire assistenza sanitaria in attesa di una tanto sperata adozione per questi poveri amici a quattro zampe destinati altrimenti ad una vita breve e poco dignitosa”.

Così mattone su mattone l’avventura ha preso il largo grazie a quella passione e a quello spirito di sacrificio che dovrebbero essere le basi di ogni professione e che a volte, per fortuna, danno i loro frutti.