Due vaccini candidati contro la malaria sono stati recentemente sviluppati e provati sul campo mediante degli studi clinici. Il primo vaccino, noto come PfSPZ vaccino, è stato sviluppato da scienziati presso la Sanaria Inc., di Rockville, Maryland. PfSPZ è composto da sporozoiti del parassita attenuati, resi asettici, depurati e crioconservati. La valutazione clinica è stato condotta presso l’Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive (NIAID), parte del National Institutes of Health (NIH), e presso il Walter Reed Army Institute, a Silver Spring, nel Maryland su 57 volontari adulti sani tra i 18 e i 45 anni che non hanno mai avuto la malaria. Di questi, 40 partecipanti, dopo consenso informato, hanno ricevuto il vaccino a dosi scalari e 17 no. La via di somministrazione è stata endovenosa, modalità non abituale.

I risultati dello studio clinico di fase iniziale sono stati pubblicati l’8 agosto u.s. sulla rivista Science. Un primo dato ha messo in luce il fatto che coloro che avevano ricevuto dosi più elevate di vaccino PfSPZ avevano prodotto anche più anticorpi contro la malaria e più cellule immunitarie. Per valutare se e quanto bene il vaccino PfSPZ fosse in grado di impedire l’infezione da malaria, ogni partecipante, i soggetti vaccinati, nonché il gruppo di controllo che non aveva ricevuto il vaccino è stato esposto alle punture di cinque zanzare infette in grado di trasmettere un ceppo di P. falciparum, agente della malaria grave. I ricercatori hanno trovato che le dosi più elevate di vaccino PfSPZ erano associate con una più elevata protezione contro l’infezione malarica. Solo tre dei 15 partecipanti che avevano ricevuto dosi più elevate di vaccino si sono infettate, rispetto ai 16 su 17 partecipanti che avevano ricevuto un dosaggio più basso ed ugualmente contagiati. Tra i 12 partecipanti che non avevano ricevuto alcun vaccino, 11 partecipanti si sono infettati dopo il cimento con le punture di zanzara. Tutti sono stati curati tempestivamente e non ci sono stati riportati effetti collaterali. Ulteriori studi sono attesi.

Il secondo vaccino è prodotto da GlaxoSmithKline, che ha annunciato di voler richiedere l’approvazione regolamentare per il primo vaccino contro la malaria ritenuto realmente efficace al mondo, dopo che i dati di un recente studio col vaccino, riconoscibile come RTS, S, ne hanno messo in evidenza la capacità di ridurre consistentemente il numero di casi di malaria nei bambini africani. Il vaccino RTS, S è stato progettato utilizzando geni della proteina esterna di Plasmodium falciparum associati ad una porzione del virus dell’epatite B ed un adiuvante chimico in grado di aumentare la risposta immunitaria. I risultati della sperimentazione arrivata alla Fase III del candidato vaccino RTS, S sono stati presentati oggi, 8 ottobre, al VI convegno multilaterale sulla Malaria (MIM), nel corso della Conferenza Pan-Africana sulla malaria di Durban, in Sud Africa.

In poco più di 18 mesi di follow-up condotto su 15000 bambini totali, RTS, S ha dimostrato di poter quasi dimezzare il numero dei casi di malaria nei bambini piccoli, di età compresa tra 5-17 mesi, e di ridurre di circa un quarto (e questo forse è il punto debole di tale sperimentazione) i casi di malaria nei neonati, di età compresa tra 6-12 settimane. Il progetto vaccino RTS, S viene portato avanti da GlaxoSmithKline (GSK) in associazione con l’agenzia non-profit PATH Malaria Vaccine Initiative ( MVI ), sostenuto da un finanziamento della Bill & Melinda Gates Foundation. Il trial in oggetto rappresenta la più grande sperimentazione clinica mai condotta in Africa e coinvolge quasi 15.500 bambini in sette paesi.

Personalmente io ritengo che, per quanto gli studi preliminari possano apparire promettenti, e anche se illustri studiosi sostengano che un vaccino efficace è la chiave per realizzare l’eradicazione della malattia, tale auspicato esito, attraverso unicamente la vaccinazione delle popolazioni esposte al rischio, non sia realistico. Gli sforzi per eradicare la malaria dovranno infatti, per risultare sul serio efficaci, essere accompagnati dal contemporaneo ricorso ad altri tipi di interventi in totale coordinazione fra loro. Bisognerà continuare ad adoperare e a diffondere l’uso di zanzariere, repellenti per insetti, farmaci contro la malaria e all’eliminazione dei siti di riproduzione delle zanzare attraverso la nebulizzazione mirata di insetticidi.

Un punto chiave ulteriore per garantire l’eradicazione è naturalmente l’educazione e il miglioramento delle condizioni economiche ed igieniche dei cittadini abitanti nelle zone endemiche per la malaria. E poi il problema fondamentale da superare è naturalmente quello del prezzo del vaccino che dovrà essere reso compatibile con le scarse disponibilità economiche dei paesi africani.