Un uomo che prega, un padre sorridente con la figlia, un armadio pieno, uomini impiccati. Foto diversissime ma con un minimo comun denominatore i jeans. Che appaiono in ogni immagine e che sono il segno della protesta del III millennio di alcuni cittadini iraniani contro il premier israeliano. Via Twitter.  

Il riferimento è all’intervista rilasciata da Benjamin Netanyahu alla ‘Bbc’ in farsi, nella quale ha affermato che “se (gli iraniani, ndr) fossero davvero liberi, avrebbero buttato giù questo regime e lo avrebbero fatto in jeans”, vietati dal codice di abbigliamento in vigore nella Repubblica islamica. Ma gli iraniani non ci stanno.

“Non sa che indossiamo i jeans, come fa a sapere che l’Iran sta sviluppando armi nucleari?”. E’ con questa domanda che è partita sul social network la presa in giro (ma ci sono commenti anche molti duri) del primo ministro di Israele. La serie di fotografie ritraggono giovani iraniani in jeans sull’hash-tag # IRANJEANS, ma arrivano cinguettii di solidarietà da tutto il mondo. 

Tra i tweet indirizzati al premier israeliano, uno mostra un bambino in jeans e la scritta: “Ehi Netanyahu, guarda Eliraza Ahmad Roshan, il figlio di uno scienziato nucleare che tu hai ucciso. Veste blue jeans iraniani”. Un altro utente ha pubblicato una foto di un mercato dove si vendono jeans e la scritta: “Mr Netanyahu, questo è un negozio di armi di distruzione di massa”. E ancora: “posso mandare la mia foto a Netanyahu se le sue spie qui non hanno visto persone in jeans”. Prima in farsi e poi in inglese, i tweet partiti dall’Iran dimostrano un ulteriore passo in avanti rispetto all’apertura della nuova leadership rispetto all’uso di Internet. Teoricamente vietato nella Repubblica islamica, Twitter viene ora usato dallo stesso presidente Hassan Rohani e dai suoi ministri.