Alla fine il grattacielo in riva al mare di Milano Marittima finisce in Parlamento. Il progetto del super palazzo a strati previsto a 50 metri dalla spiaggia per la riqualificazione della Prima traversa fa discutere da mesi non solo in riviera. In ballo c’è un avveniristico progetto che prevede in un’area privata 220 appartamenti e 2.500 metri quadri di commerciale, un parco pubblico e alcuni accessi diretti alla spiaggia. Il suo cuore è un edificio di 18 piani per 58 metri di altezza e 200 appartamenti, 50 negozi e tre piani di parcheggi interrati. Il tutto progettato dall’architetto Mario Cucinella – che non hai mai voluto chiamarlo grattacielo preferendo parlare di opera poco invasiva e ultra-moderna. Secondo l’accordo di programma stipulato tra gli enti locali (l’iter è stato avviato da una delibera del Comune di Cervia nel 2012) l’ultima firma sul progetto dovrebbe arrivare entro la primavera del 2014, appena prima delle elezioni comunali. 

Ora i Cinque Stelle hanno presentato interrogazioni a tre ministeri per vederci più chiaro. La storia del “grattacielo” inizia ormai 10 anni fa, quando il Demanio cede pezzi di patrimonio in una ventina di città tra cui Cervia. A comprare qui è una società pubblica, Fintecna, che in breve costituisce nelle varie regioni società miste pubblico-privato ad hoc. A Cervia la società viene battezzata Pentagramma Romagna spa ed è composta da Fintecna Immobiliare, dal Consorzio Regionale delle Cooperative di Costruzione e dal costruttore bolognese Galotti.

Pentagramma si è guadagnata in questi anni l’antipatia di tanti. Protestano gli eredi dei “salinari” cervesi che ancora occupano le case della cinta muraria di Cervia, un’area posta sotto tutela dalla Soprintendenza, diventati parte dei beni demaniali ceduti alla Pentagramma per il progetto: il contenzioso è in corso e, dicono i detrattori del “grattacielo”, si dovrebbe almeno aspettare l’esito della causa per procedere. Protesta il comitato “Abbasso il grattacielo, viva la città giardino”, che critica la perequazione prevista per il Comune di Cervia (che incasserebbe dalla Pentagramma un equivalente di opere pubbliche pari a 18/20 milioni di euro) e lamenta una scarsa trasparenza in seno alla stessa Pentagramma, che non ha ancora svelato nei dettagli il reale valore dell’affare (si è sempre parlato di un generico investimento di 150 milioni). Protestano anche i commercianti e gli operatori vari che temono la concorrenza del futuro colosso.

L’effetto è stato quello di innescare una battaglia nei palazzi della politica, per ora poco inclini ad accogliere le critiche sull’argomento. Così, dopo che la Regione ha ‘schivato’ le interrogazioni inviate a fine maggio dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi, la questione è finita all’esame del Senato. A ben tre ministeri (Beni culturali, Economia, Ambiente) si rivolgono con un’interrogazione i senatori M5S Michela Montevecchi, Maria Mussini, Giovanna Mangili, Vincenzo Santangelo, Stefano Lucidi, chiedendo di rivedere tutto l’impianto del progetto.

Ai ministri viene chiesto di verificare gli atti dell’amministrazione di Cervia sul diritto di prelazione nella vendita dei beni demaniali e “se sia stata effettuata la valutazione di impatto economico, con quale esito, sul territorio circostante l’immobile di 18 piani la cui realizzazione è prevista a 100 metri dal centro di Milano Marittima e a meno di 50 metri dalla riva del mare”. I senatori segnalano anche “i pericoli derivanti da opere di scavo effettuate a ridosso dell’arenile di Cervia”, come peraltro già espresso dal Servizio tecnico di Bacino Romagna, e la possibilità “che interventi di tale portata possano pregiudicare, anziché tutelare, conservare e valorizzare, un territorio così caratteristico dal punto di vista storico, ambientale e paesaggistico”.

In attesa di capire se e quando i ministri risponderanno, la Regione fa quel che può e il Comune di Cervia tira dritto. Rispondendo a Defranceschi, l’assessore regionale alla Programmazione territoriale Alfredo Peri ha chiarito che “le questioni avanzate nell’interrogazione fanno capo a competenze attribuite al livello comunale”. Sulla causa con gli eredi dei salinari, invece, l’amministrazione cervese – nelle stesse carte spedite in viale Aldo Moro per completare la risposta all’interrogazione – sostiene che “l’esistenza di un atto di citazione vertente sull’accertamento della nullità dell’atto con il quale l’agenzia del Demanio ha proceduto al passaggio dei beni a Fintecna non assume alcun rilievo”. Sui rischi a causa delle opere di scavo, infine, il Comune si limita a ricordare che nell’accordo di programma è previsto uno studio ambientale specifico per il quale ha incaricato Stefano Stanghellini, docente alla facoltà di Architettura all’Università di Venezia.