Il Fatto? Gente sfaccendata, non ha niente da fare. Lavorino di più e che Dio dia loro la malaventura. Auguro loro una lunga vita e la fine di San Gregorio Armeno“. Sono le parole di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e viceministro alle Infrastrutture senza deleghe, ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24. L’esponente del Pd parte lancia in resta contro “Il Fatto Quotidiano”, per il quale auspica la stessa fine del santo che subì quattordici torture e morì in solitudine. “Non immaginate quanto godimento mi dà la sofferenza di quelli del Fatto per il mio doppio incarico” – continua De Luca – “Potessi prolungare per altri dieci anni questa situazione. Sarebbe il massimo. Io invece sono tra le persone che dormono poco e lavorano molto, possiamo fare tutto”. Il primo cittadino di Salerno giustifica i due incarichi (incompatibili per la legge n. 215 del 2004) con il suo “stakanovismo”, poi spiega: “Non mi dimetto da sindaco perché altrimenti si scioglierebbe il consiglio comunale e si paralizzerebbero l’attività amministrativa e tutta una comunità. E questo sarebbe un atto di pura irresponsabilità. Non mi dimetto da viceministro” – prosegue – “perché sono l’unico rappresentante del Sud in un settore operativo. In Francia fanno anche i presidenti del consiglio e la cosa è benefica, perché quando vai in un ministero perdi la testa o perdi il contatto con la realtà”. Peccato che, come ha dimostrato il servizio di Filippo Roma a “Le Iene”, su Italia Uno, De Luca tempo fa, a proposito di Matteo Renzi e della sua corsa per le primarie Pd abbia detto: “Mi chiedo come si faccia a fare il sindaco di Firenze avendo in testa altre cose: da noi se non lavori dalla mattina alla notte non si va avanti”. Il viceministro passa poi ad attaccare Marco Travaglio, definito “valoroso combattente per la libertà”: “Gli devo 1000 euro perché ha ritenuto di non poter essere chiamato “pipì e sfessato”. Questi sono i campioni della libertà. Piero Gobetti, che era il mio maestro, diceva che la logica del moralismo è sempre utilitaria. Dietro questi moralisti a 18 carati, scava e scava, ci sono sempre cose utilitarie e interessi molto poco collocabili nel contesto ideologico”. E sottolinea che non vuole avere nulla a che fare con “settori del giornalismo” come quelli del Fatto: “Non ho queste frequentazioni di tipo spinellare“. Altri attacchi sono sferrati contro “Report”, la trasmissione di Rai Tre, accusato di portare sfiga, e in particolare contro l’inviato Bernardo Iovene: “Dopo l’incontro con quel sedicente giornalista, mi sono convinto della natura superiore dei quadrupedi. Questi fanno solo cabaret. Ma è anche vero che questi devono campare. Mi riferisco alla Gabanelli e ai suoi collaboratori di etnia incerta che mi ha mandato”. Finale stoccata alla trasmissione “Le Iene”: “Hanno sì una natura animale, ma sembrano più ciucci che ienedi Gisella Ruccia