La direzione del Pd, convocata presso la sede nazionale del partito in largo del Nazareno a Roma, ha approvato all’unanimità le regole per il Congresso, mentre la questione governo resta in stand by, in attesa dell’incontro tra Enrico Letta e Giorgio Napolitano di oggi pomeriggio. Il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, è sibillino: “Voto di fiducia? La situazione richiede misure straordinarie, è il momento dei chiarimenti. Così è insostenibile, sta pagando il Paese”. Il candidato alla segreteria, Gianni Cuperlo, frena sulla crisi: “Se ci sono le condizioni per proseguire, bisogna farlo, nell’interesse del Paese. Se cadesse il governo, lavoratori e famiglie pagherebbero un prezzo altissimo. Si deve chiarire quali sono le cose che questo esecutivo può e deve fare. Altrimenti ciascuno si prenderà le sue responsabilità”. Il responsabile organizzazione del Pd, Davide Zoggia: “Non siamo disposti a farci logorare un minuto di più. Nelle prossime ore vedremo quali sono le reali intenzioni del Pdl. Letta chiede la fiducia? Dipenderà dal colloquio col presidente della Repubblica”. Per Pippo Civati, l’esperienza del governo Letta è ben oltre gli sgoccioli: “Le dimissioni in blocco dei parlamentari Pdl sono un gesto troppo grave. Dovremmo approvare la legge di stabilità e la riforma elettorale e poi Letta dovrebbe traghettare verso le elezioni. Il congresso? L’avremmo già dovuto fare. E’ colpa di questo gruppo dirigente se è stato rinviato per quattro mesi per trovare le stesse regole di quattro anni fa”. Il grande favorito per la guida del Pd, Matteo Renzi, ha lasciato il Nazareno senza rilasciare dichiarazioni   di Tommaso Rodano