Decolonizzare l’immaginario collettivo”. Una delle espressioni che più mi piacciono di Serge Latouche, il filosofo della decrescita. Latouche usa l’espressione per fare riferimento ai danni che il modello di sviluppo ha portato alle nostre menti. “Di fronte ad una globalizzazione che rappresenta il trionfo planetario del tutto-è-mercato, bisogna concepire e promuovere una società nella quale i valori economici smettano di essere centrali (o unici). L’economia deve essere rimessa al suo posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo.”

L’affermazione di Latouche è tanto più vera se si pensa al fatto che solo trenta o quaranta anni fa gli organi di informazione non dedicavano le prime pagine ai problemi economici. Oggi invece – che ci sia crisi o meno non importa – l’attenzione dei media è concentrata quasi esclusivamente sull’economia. E la ricetta è una sola, seppure detta in diverse forme: “sostenere (o far ripartire) lo sviluppo”. Senza ovviamente rendersi conto, o, peggio, tacendo, che proprio questo sviluppo crea la crisi e ci sta portando alla rovina.

Ma tutto questo è palese per chi segue un minimo le vicende economiche e politiche e non si lascia blandire dagli incantatori di serpenti.

In realtà, io voglio andare a parare da un’altra parte, ritenendo che decolonizzare l’immaginario non debba significare solo liberarsi dai lacci e lacciuoli dell’economia-purchessia, ma anche liberarsi dalla concezione che noi abbiamo della giustizia e della legalità. Noi siamo prigionieri di un modello culturale secondo cui ciò che è legale è giusto. Niente di più fuorviante, ma anche niente di più funzionale al sistema. In realtà, ciò che io ritengo giusto può benissimo non essere legale. Ma questo può valere non solo per me, e lo possiamo altresì storicizzare. Il genocidio degli ebrei, ma anche il massacro dei pellerossa del Nord America furono realizzati nella perfetta legalità. Non per questo erano e sono da ritenere giusti. Oggi è forse giusto che con le imposte si realizzino opere inutili o si finanzino missioni di guerra?

Nel contempo, ciò che è legale è solo connesso con chi detiene il potere in quel determinato momento storico, ed è perciò in continua evoluzione. Coltivare cannabis per uso personale non era un reato, oggi lo è, domani magari non lo sarà più…

Le rivoluzioni, del resto, partendo dal principio che ciò che è legale non è giusto, modificano la realtà imponendo nuove norme che riportano il legale sul livello del giusto.

La decrescita, potenzialmente, è appunto una rivoluzione, che ritiene di dover cambiare molto di ciò che è legale sentendolo ingiusto. Decolonizziamo le nostre menti!