Un centro disabili con un’autorizzazione per esercitare presentata in ritardo e retrodatata, in più la mancanza di requisiti per il nuovo coordinatore. Finisce con due interrogazioni, una a giunta e sindaco di Ravenna, l’altra all’assessore alla sanità dell’Emilia Romagna, il caso della cooperativa sociale Terzo Millennio di San Pietro in Campiano, il centro privato socio-riabilitativo residenziale e diurno per disabili di proprietà dell’opera Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna.

Questo l’atto formale presentato alla stampa del consigliere comunale ravennate del Movimento 5 Stelle, Pietro Vandini, e del collega in consiglio regionale Andrea Defranceschi: a loro avviso ci si trova di fronte al reato di falso, e per questo andranno a depositare un esposto in Procura nelle prossime ore.

La vicenda, scoperta dal settimanale Ravenna e Dintorni, risale al gennaio del 2011 quando il Comune di Ravenna, con una determinazione dirigenziale firmata da Noemia Piolanti, concede l’accreditamento transitorio a favore della coop Terzo Millennio per quindici posti letto nel centro San Pietro di via Petrosa. Di questi 15 la struttura ne metterà a disposizione, fino al 31 dicembre 2013, 10 (estendibili a 12) all’Ausl e 2 (estendibili a 3) per l’Asp. La retta giornaliera per questo genere di disabilità è di 133 euro a persona per i pazienti Ausl in stato vegetativo per gravi disabilità acquisite a seguito di traumi; un po’ meno per quelli Asp in condizioni meno traumatiche per i quali il settore pubblico sanitario corrisponde una retta inferiore.

“Il problema”, spiega Vandini, “è che, come scoperto tramite la verifica su documenti pubblici, la domanda per il rilascio dell’accreditamento transitorio per la coop è stata consegnata il 4 novembre 2010 da Idio Baldrati (oggi consigliere comunale del Pd e a quel tempo ancora legale rappresentante della coop da lui stesso fondata dieci anni prima, ndr) ma la data di scadenza della presentazione era il 30 settembre. L’inghippo salta fuori nel momento in cui, il 29 dicembre del 2010 la dirigente Piolanti scrive a Terzo Millennio per chiedere l’invio di documentazione aggiuntiva e nel farlo parla del 30 settembre come data di presentazione registrata in Comune”.

Ai fogli protocollati del settore giovani, politiche e sport, dove si legge nero su bianco la data del 30 settembre come termine di deposito della domanda della coop, va aggiunta la nomina dell’agosto 2011 a coordinatore della Terzo Millennio dell’avvocato Giovanni Fresa che però, secondo la commissione tecnica dell’Ausl necessita di un curriculum dettagliato “da cui si possa evincere la formazione e l’esperienza professionale maturata al fine di verificare il possesso dei requisiti previsti per l’esercizio di tale funzione”. Un documento mai spedito per sette mesi, fino a quando la coop invia richiesta di cambiamento di coordinatore, l’infermiere Mirco Coffari, a sua volta sprovvisto di curriculum necessario e quindi sostituito a febbraio 2013 da Manuela Zoli.

“Un punto risulta chiarissimo”, commenta Defranceschi, “l’Ausl ha concesso un subappalto senza che la coop avesse i requisiti richiesti dalla legge, riconoscendole tariffe all’incirca per 40mila euro. Tra i dirigenti comunali si chiudono occhi facilmente e si modificano ‘alla carlona’ dati sui fogli protocollati, questo è un dato di fatto”. “L’interrogazione in Regione”, prosegue, “deriva anche dal fatto che la mancanza di requisiti del coordinatore hanno messo in pericolo la salute pubblica che l’Ausl deve garantire ai cittadini della nostra regione”.

Nel documento di replica che l’Opera Santa Teresa ha inviato alla stampa locale che ha sollevato il caso non si trovano giustificazioni in merito alle incongruenze segnalate ma si tende a specificare che “gli autori (degli articoli incriminati, ndr) cercano “cavilli burocratici, carenze formali” e gettano “sospetti e ombre”. Evidentemente non conoscono la gravissima situazione economica e la realtà delle strutture che operano a favore di questi casi di grandi sofferenze”.