La visita di Papa Francesco ieri in Sardegna ha portato una ventata di aria fresca e pura nei cuori della gente. È stato come il passaggio di una stella cometa. Un’infinita bellezza e un’infinita emozione. Un gran calore al cuore e alla mente. Ma purtroppo finita l’emozione rimangono i problemi veri e soprattutto i nostri governanti e i nostri politicanti fintamente cristiani.

E sì, con Papa Francesco in tanti si riavvicinano alla Chiesa e ai suoi veri valori di solidarietà e amore disinteressato. Le parole stupende di ieri hanno commosso tutti e tutte. Ricordare che senza lavoro non c’è dignità, ricordare che non dobbiamo seguire il dio denaro, rammentare il valore della solidarietà, condannare chi usa la povertà per farsi bello, ti fa sentire in pace con tutta l’umanità.

A queste parole però, i nostri politicanti e soprattutto quelli che governano la Sardegna dovrebbero far corrispondere veri gesti cristiani, ossia, dimettersi subito. Non è possibile, infatti, esaltare le parole del Papa e poi non essere conseguenti. Non è accettabile osannare Papa Francesco e poi fare l’esatto opposto.

La Sardegna, mai come questi ultimi cinque anni è stata abbandonata e tradita dalla propria giunta regionale. Un Governatore, Cappellacci, che non ha fatto nulla per arrestare la profonda crisi della nostra regione. Ma anzi ha contribuito ad aumentarla inesorabilmente. E ad isolarla ancora di più. Un Governatore, indagato in varie inchieste pesanti.

La prima è il crac della Sept, per il quale è rinviato a giudizio per concorso in bancarotta fraudolenta. Nell’industria di vernici andata in frantumi tra i debiti, lui era consigliere di amministrazione. L’altra è il cosiddetto “affaire-eolico”: Cappellacci è uno dei diciotto imputati, insieme a Flavio Carboni, il discusso imprenditore che volle e ottenne dal governatore la nomina di Ignazio Farris a presidente dell’Arpas, l’agenzia regionale per l’Ambiente che tra i suoi poteri ha anche quello di dare il via libera alle pale del vento. A smontare il giocattolino fu la Procura di Roma. Oltre al governatore sardo, sotto inchiesta per abuso d’ufficio, indagati anche i fedelissimi berlusconiani Denis Verdini e Marcello Dell’Utri.

Un consiglio regionale con 19 indagati per peculato, con l’accusa di aver utilizzato allegramente fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari. Uno dei primi casi in Italia. Con una nuova inchiesta che vede coinvolti anche due attuali assessori dell’Udc. Insomma il dio denaro è ben idolatrato dai nostri politicanti.

E allora, Caro Cappellacci perché non ti vergogni un pochino? Vuoi fare il buon cristiano? Bene, Papa Francesco ti ha ricordato cosa devi fare. Dimettiti. Lascia perdere il dio denaro e il potere. Non farti bello sulla povertà della gente. Non utilizzare le risorse della Sardegna in maniera sbagliata e non utile alla collettività.

Come ad esempio, hai fatto l’8 agosto scorso, quando, nell’ultima riunione di giunta prima delle vacanze, hai stanziato 136mila euro (Iva esclusa) per “sette inserti interamente dedicati alla Sardegna” su Il Giornale. Soldi pubblici che andranno “a favore della Società Visibilia srl”, società della tua amica Daniela Santanchè. Lascia libera questa Regione. Potresti pentirti invece continui e pensi anche di ricandidarti alla conquista e alla distruzione finale della nostra isola.

Ieri tanta gente si è messa in cammino da tutta la Sardegna per vedere e sentire un po’ di speranza nel futuro. Speranza che tu e i tuoi amici politicanti state ogni giorno distruggendo senza nessuna vergogna. E come dice Papa Francesco, siete in grado di fare solo vuoti slogan pubblicitari ed elettorali. Nessuna sostanza, nessun contenuto. E intanto la gente muore di fame e non riesce ad arrivare a fine mese.

Non rispecchiate nessun valore cristiano e nonostante ciò volete far vedere ed ostentate la Vostra ammirazione per il Papa e la Chiesa. Come non capirò mai perché i boss mafiosi si professano grandi fedeli. Papa Francesco, ieri,  ha gridato forte i veri valori cristiani. Ma si sa. Non c’è peggior sordo di un politicante finto credente.