“Prendo atto della risposta che il ministro Mario Mauro ha voluto dare personalmente al vicepresidente della commissione Difesa Massimo Artini (M5S) e delle sue parole di attenzione e sensibilità verso la tutela della salute dei militari e civili che operano sugli elicotteri in uso alle forze armate, ma i quesiti posti con l’interrogazione restano ancora senza risposta. Mi sarei aspettato che il ministro spiegasse per quali ragioni dal 1996 ad oggi non è stato fatto nulla ne per bonificare gli elicotteri né per informare adeguatamente il personale della presenza di amianto. A questo punto credo che per avere delle risposte concrete dovremmo attendere quelle che emergeranno dall’inchiesta del procuratore Guariniello”.

Così Luca Comellini, segretario del Pdm (Partito dei diritti dei militari), commenta a ilfattoquotidiano.it l’intervento di questa mattina del ministro della Difesa in risposta all’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle sulla spinosa questione dell’amianto che ancora oggi, vent’anni dopo la sua messa la bando, infesta i mezzi delle forze armate e che continua a causare malattie e decessi per mesotelioma pleurico tra il personale. La questione si è riaccesa quest’estate con la pubblicazione di documenti (forniti dal Pdm) e testimonianze di militari che mettono in dubbio il corretto operato della Difesa, la quale non avrebbe provveduto a bonificare gli elicotteri incriminati né a informare il personale dei rischi per la salute. Dubbi confermati dalla frettolosa decisione della Marina miliare che, solo a seguito di queste notizie, nelle scorse settimane ha messo a terra la sua flotta di elicotteri AB-212 provvedendo a bonificarli (a quanto pare, tra l’altro, in maniera piuttosto raffazzonata).

Il ministro Mauro ha garantito che tutti gli elicotteri delle forze armate dei corpi dello Stato sono stati bonificati per quanto riguarda le pastiglie dei freni delle ruote dei carrelli e sono ancora in corso di bonifica le pastiglie del freno rotore: dalle carte dell’azienda costruttrice Agusta Westland (Finmeccanica) i componenti pericolosi risultino essere anche altri (guarnizioni, condotti e paratie), ma il ministro ha candidamente ammesso che “non è realistica la prospettiva di una rimozione integrale della presenza di amianto” dagli elicotteri militari. Le bonifiche, secondo Mauro, sono state accompagnate da “specifiche misure informative e protettive nei riguardi del personale utilizzatore” degli elicotteri: i militari e i meccanici che si sono ammalati invece affermano di non essere mai stati informati dei rischi che correvano.

Sul fermo degli AB-212 della Marina il ministro ha dichiarato che quest’estate, dopo la pubblicazione dei nuovi documenti (un carteggio tra AgustaWestland e la Difesa), ha ritenuto necessario “dare disposizione per effettuare ulteriori approfondimenti al fine di verificare la necessità di predisporre aggiuntive azioni e misure di protezione per il personale”. Ma perché l’ha fatto se, come dice lui, tutte le bonifiche possibili erano state effettuate o erano comunque in corso di ultimazione? E perché, poi, solo gli AB-212 della Marina sono stati messi a terra, mentre gli stessi elicotteri in forza ad Esercito, Aeronautica, Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco continuano invece a volare normalmente?

Risposte che il ministro non ha fornito, trincerandosi dietro al rispetto del segreto istruttorio. Sulla vicenda degli elicotteri sono infatti in corso le indagini della procura di Torino, coordinate dal pm Raffaele Guariniello, già impegnato a indagare sulle centinaia di decessi per amianto tra il personale militare e civile che lavorava sui carri armati (335 casi, quasi tutti deceduti) insieme alle procure di Roma e Napoli. 

Forse la Marina si è mossa con maggior prudenza dopo che, due mesi fa, la procura di Padova che investiga sui casi di mesotelioma pleurico tra il personale delle navi militari ancora contaminate dall’amianto (120 casi accertati, di cui 66 deceduti) ha deciso di indagare 14 ex comandanti dell’arma con l’accusa di omicidio colposo e violazione della normativa antinfortunistica.