“Io sono filorusso, più filo-regime di chi vi governa male oggi”, così il senatore americano John McCain apre la sua risposta al presidente russo Vladimir Putin. Il capo del Cremlino aveva rilasciato una settimana fa un’intervista al New York Times. Nell’articolo che verteva sulla questione siriana criticava duramente la posizione interventista degli Stati Uniti e del presidente Barack Obama. Parlando della Siria, Putin aveva colto l’occasione per criticare la nazione americana resuscitando un linguaggio da guerra fredda. “E’ molto pericoloso incoraggiare le persone a credere che siano speciali, qualunque ne sia il motivo”, ha detto Putin alludendo a una frase di Obama. Così, McCain, un tempo il rivale di Obama e ora al suo fianco nel contrastare il regime del presidente siriano Bashar al-Assad, risponde a Putin in un intervento ospitato dalla testata online Pravda.ru, che non va confusa con la Pravda. Il quotidiano cartaceo che si rifà allo storico giornale del Pcus ha infatti rifiutato di ospitare l’intervento del senatore repubblicano.

McCain accusa il leader del Cremlino di essere “un amico dei tiranni e un nemico degli oppressi”, cioè di essere dalla parte di Assad e di lasciare invece al loro destino i profughi. La Siria però è solo un pretesto per fare le pulci alla politica interna del regime putiniano. McCain si rivolge direttamente al popolo russo per criticare gli uomini che lo governano. Secondo McCain, il governo russo ignora i “diritti inalienabili della vita, della libertà e della ricerca delle felicità”. Non sono i valori in cui credono Putin e i suoi collaboratori, dice McCain. Per loro l’unica cosa che conta è arricchirsi personalmente grazie alle risorse naturali del Paese, a scapito di tutta la nazione che rimane povera e che vive in una situazione di instabilità economica, visto che il benessere russo dura finché commerci gli idrocarburi. “Non rispettano la vostra dignità e non accettano la vostra autorità su di loro”, scrive il senatore repubblicano.

McCain si scaglia contro le violazione dei diritti umani in Russia: “Condannano i dissidenti e imprigionano gli oppositori. Truccano le vostre elezioni. Controllano i vostri media. Perseguitano, minacciano e vietano le organizzazioni che difendono i vostri diritti all’autogoverno”. MacCain condanna anche le leggi omofobe russe e torna a parlare dell’avvocato Sergei Magnitsky, da tempo oggetto di scontro tra Usa e Russia. Il caso del legale abbandonato a morire in cella nel 2009, dopo aver denunciato una frode fiscale da parte di alcuni funzionari, ha portato il governo statunitense ad adottare delle sanzioni contro le persone coinvolte nella vicenda. Il governo russo ha risposto nel gennaio del 2012 con la legge che blocca le adozioni dei bambini russi da parte dei cittadini americani. 

Lo stesso Vladimir Putin, duramente criticato nell’articolo di McCain, intervenendo al club di Valdai, kermesse dedicata alla Russia in corso sul Volga, ha risposto al senatore repubblicano: “Credo che abbia poche informazioni sul nostro paese. Mi augurerei che venisse al club di Valdai per prendere parte alle discussioni”. Mentre il portavoce di Putin Dmitri Peskov ha tagliato corto: “Non avrebbe senso partecipare ad ogni dibattito. E’ il punto di vista di un uomo che vive all’estero”. Quanto alla questione di ciò che meritano i russi, per Peskov ha osservato che essi “sono in grado di rispondere a questa domanda da soli, e lo fanno quando si tengono le elezioni”.