Siamo un popolo di ambientalisti: andiamo in bici, mangiamo biologico, facciamo eco-sesso. Per chi vuole provare l’ebrezza del ‘piacere’ a km zero e godere senza distruggere la foresta Amazzonica, Greenpeace ha stilato un decalogo con dieci regole sul “sesso ecologico”. Premessa: il binomio sesso-regola a me fa venire un’orticaria pigmentosa; se anche a letto mi devo contenere (scusa caro, cambiamo posizione, così stiamo uccidendo un Ficus Sycomorus del Madagscar), preferisco la castità, forse.

Devo ammettere, però, che il sesso a impatto zero potrebbe avere risvolti interessanti.

Spegnere la luce, ad esempio. Il buio ha sempre un suo perché, soprattutto se lui non è esattamente il Ryan Gosling della situazione. Il problema si pone se ti porti a letto un figo della madonna e non vuoi perderti lo spettacolo dei suoi bicipiti sotto di te. Allora conviene passare al piano B: le candele. Ovviamente lui, povero illuso, crederà che lo facciamo per puro romanticismo, ignaro del nostro bisogno voyeurista.

Greenpeace, poi, consiglia di non fare sesso nel giardino di casa dove usiamo fertilizzanti chimici e pesticidi. Ora, non so quante di noi facciano sesso nel giardino di casa, a vista dei vicini, con le zanzare per sottofondo e le formiche come piuma da solletico. Sinceramente, poggiare il fondoschiena sul diserbante mi sembra l’ultimo dei problemi. Ma, se proprio vogliamo fare le ecologiste convinte, si può usare il fieno come concime per il giardino e se ci scappa l’avventura, sguazzarci dentro con nonchalance (potrebbe anche giovare alla pelle, chissà). Certo, dopo occorre una tre giorni nella vasca da bagno. E no! Non vorrai sprecare tutta l’acqua del pianeta?

Se proprio dobbiamo lavarci, facciamolo in due. E qui si aprono scenari interessanti. Il sesso nell’acqua è un’esperienza subliminale. Ti senti un po’ bambina e un po’ Pretty Woman (anche se lui non è certo Richard Gere, va bene lo stesso). Se poi, quando ti lava i capelli, riesce a non farti andare lo shampoo (biologico, ci mancherebbe) negli occhi, si può anche pensare di frequentarlo fuori dalla vasca. E giocarci un po’…

A proposito, Greenpeace vieta l’utilizzo del Pvc, il materiale usato molto nella realizzazione di sex toys e vestiti; a quanto pare rilascia diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche del pianeta. Qui, però, si pone un problema: posso anche giocare con oggetti di gomma o caucciù (la perversione va oltre la materia), posso anche rinunciare al mio frustino da panterona, posso dire addio al vestitino da infermiera sexy, ma come la mettiamo con la mia tuta da cat-woman?

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