“Sarebbe irresponsabile da parte di chiunque in questo momento causare una crisi in questo governo”. Mario Monti, aprendo la tre giorni della festa di Scelta civica a Caorle, ribadisce il suo sostegno al governo delle larghe intese, sottolineando che “Scelta civica non è forse la più grande, ma certamente è la più convinta forza politica che sostiene il governo Letta”. Nell’aprire la serata, il professore rivendica l’operato del suo governo che “ha impedito all’Italia di dove ricorrere ai prestiti di altri paesi per risollevarsi, risparmiando agli italiani di dover dire come sa di sale lo pane altrui”, e che ha dato l’opportunità a Enrico Letta, “il successore che uno avrebbe sempre voluto avere”, ospite della kermesse civica, di poter andare a testa alta nei consessi internazionali a rappresentare il Paese

Monti invita il suo successore a resistere ai diktat imposti da chi minaccia di far cadere il governo e “a essere meno sensibile alle richieste dei partiti della coalizione anche se presentate in maniera ricattatoria e perentoria, perché se questo dovesse continuare l’operato del governo non potrebbe andare nella direzione giusta”.

Il professore teme infatti, e lo dice apertamente, che dopo aver soddisfatto le richieste del Pdl circa “l’immolazione dell’Imu” ora il governo possa cedere alla tentazione di “doversi disobbligare con chi spinge per lo smantellamento della riforma delle pensioni”. Secondo Monti “non è vero che in Italia non si possono fare riforme senza inciampare nei veti politici; non è vero che l’Italia non è governabile, gli italiani chiedono di essere governati ma troppo spesso è stata la politica carente dal lato dell’offerta”. “Scelta Civica potrebbe essere un alleato importante se Letta volesse intraprendere una grande coalizione contro gli interessi delle lobby”, spiega l’ex premier che propone “un patto di coalizione che legherebbe tutti”, perché “purtroppo per rilanciare l’Italia non basta avere un governo e nemmeno uno così buono come quello guidato da Letta”.

Le larghe intese come stella polare, quindi, ma poi? Camminare sul filo del rasoio senza cadere né a destra, né a sinistra. E’ questa la linea che Mario Monti, ha scelto per ora per la sua creatura, nel tentativo di traghettarla verso una collocazione politica che possa assicurarle un futuro evitando un’ulteriore frattura al suo interno. Dopo aver guardato con estremo interesse quanto accadeva nel centrodestra berlusconiano, il Professore deve aver realizzato che i tempi dell’uscita di scena del Cavaliere sono più lunghi del previsto e così, anche per frenare i malumori di quanti dentro il suo movimento preferiscono guardare a sinistra, chiarisce che Scelta Civica deve restare al centro dello schieramento, nel senso di equidistanza da Pd e da Pdl in attesa che le leadership sia da una parte che dall’altra si chiariscano. Nel frattempo garantisce il convinto sostegno al governo Letta senza nascondere, come ha ammesso in una lunga intervista concessa al Gazzettino, un certo interesse per “Renzi e la sua volontà di cambiare il Pd per cambiare l’Italia”, perché quelli del sindaco di Firenze sono obiettivi “ambiziosi”, avverte l’ex premier, ma per chi “come noi pensa che nuove leadership servano se portano nuove idee“, appaiono sicuramente interessanti.

Un’apertura di credito di cui il prof dovrà discutere con Pier Ferdinando Casini. Tra i due sono trascorsi mesi di gelo e il progetto di una “casa comune” dei moderati è ancora un obiettivo lontano, sebbene oggi i fili di quel discorso possano essere riannodati nel tentativo di individuare un percorso comune nel solco del Partito popolare europeo. “Ogni volta che si prova in buona fede a chiarire i termini del rapporto tra  Scelta civica e Udc si finisce per renderlo più equivoco e complicato – spiega Monti al Gazzettino – La proposta di Scelta civica  deve qualificarsi per l’originalità e la radicalità delle proposte di riforma, non su quella delle alleanze o della cosiddetta collocazione europea, che pure verrà. Su questa base il rapporto con l’Udc mi pare chiaro. E mi paiono chiarissime sia le rilevanti affinità, sia le differenze di impostazione e di linguaggio”. “L’importante – chiarisce l’ex premier – è lavorare con obiettivi comuni. Certo non avrebbe senso, oggi, ‘superare’ Scelta civica, come a volte si dice da parte dell’Udc. Scelta civica è nata all’inizio di quest’anno, anche su proposta di Casini, si è dimostrata una buona intuizione, quindi progetto e programmi di Scelta Civica devono essere pienamente realizzati, non certo ‘superati’”. 

Ufficialmente Monti e Casini restano ancora lontani, tanto che le rispettive feste nazionali si tengono nello stesso fine settimana a centinaia di chilometri l’una dall’altra: tra le colline senesi di Chianciano quella Udc, nella località adriatica quella di Scelta civica. Ma, stando a quanto affermano fonti vicine a entrambi i leader centristi, una ripresa del dialogo tra i due sembra essere prossima: e a muoversi sarà ‘Maometto’ Casini. Verso la ‘Montagna’ Monti.