Pochi spettacoli, otto per la precisione, più quattro fuori abbonamento, ma scelti con cura. Il menu teatrale della stagione 2013-14 del teatro Pubblico di Casalecchio di Reno (Bologna) dimostra ancora una volta la speciale attenzione che la fondazione Emilia Romagna Teatro pone verso uno dei gioiellini della decina gestita tra le provincie dell’Emilia Romagna. “Il nostro obiettivo non è il botteghino”, spiega felice di una rinnovata stagione per la sua creatura, lo storico direttore ERT, Pietro Valenti, “non giochiamo sulla tenitura di un titolo perché non vogliamo prendere in giro i nostri spettatori. Semmai lavoriamo per costruire un’identità riconoscibile trasmissibile con un passaparola in modo da costruire per Casalecchio un suo pubblico”.

Problemi di ristrutturazione a parte per la struttura di Piazza del Popolo, il cartellone inizia il 27 novembre con Discorsi alla nazione di e con Ascanio Celestini. Toccherà poi il 13 e 14 dicembre a Viva l’Italia – le morti Fausto e Iaio, lo spettacolo con la regia di Cesar Brie che ha debuttato con successo di critica e pubblico all’Elfo di Milano e che rielabora drammaturgicamente la morte dei due militanti del Leoncavallo, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, avvenuta nel 1973.

Dal 7 al 9 gennaio 2014 sarà il turno di Cloture de l’amour per la regia di Pascal Rambert, la separazione di una coppia suddivisa in due soliloqui successivi e contrapposti, impossibili da interrompersi a vicenda. Il 29 e 30 gennaio tocca a Nella tempesta, parte del progetto pluriennale Animale Politico Project, che i Motus stanno portando avanti dal 2011 e che nelle diverse tappe vede coinvolti, con Silvia Calderoni, diversi artisti e liberi pensatori, giovani attori ma anche anziani,bambini, abitanti della rete, economisti, scienziati, filosofi e rifugiati politici invitati a dare la loro personale visione di un possibile futuro.

Il 13 e 14 febbraio la drammaturgia di Gabriele Vacis, La parola padre, porterà a Casalecchio sei attrici provenienti dall’Italia, dalla Bulgaria, dalla Macedonia e dalla Polonia per una narrazione che rimescola identità, linguaggi, movimenti del corpo tra danze, musiche e prosa. Il 4-5 marzo le repliche di Pantani, la piece del teatro delle Albe, dedicata al celebre ciclista romagnolo che venne ritrovato senza vita in un residence di Rimini proprio dieci anni fa.

Infine gli ultimi due titoli: l’11 e 12 marzo sarà il turno di Educazione siberiana, tratto da Nicolai Lilin, per un’operazione bizzarra cha ha coinvolto come produttori gli stabili di Torino, Toscana e ERT; l’8 e il 9 aprile un Natale in casa Cupiello versione one man show con il progetto di Fausto Russo Alesi. Programma che vede la collaborazione e lo “scambio”, con sconti, di spettacoli con l’ITC di San Lazzaro, i Teatri di vita e quell’Arena del Sole che presto ERT accoglierà sotto le sue ali sottili: “Non chiedetemi nulla sull’Arena ci vorrà il suo tempo”, afferma un Valenti non proprio gioioso all’idea dell’accorpamento, “il pensiero di molti che mi chiedono come faremo ad assorbire una struttura di 50 dipendenti può rispondere soltanto la politica. Ora mi concentro su Pubblico per dargli il risultato che merita”.