Poveretti, ormai avranno le piaghe da decubito. Ogni giorno, con masochismo indomito, Alessandro Sallusti e Daniela Garnero (curiosamente detta “Santanchè”) stazionano in tivù. Occupy Rosa & Olindo, in difesa di Silvio Berlusconi. Per fortuna (sua) la decadenza dipende da Pd e Napolitano, avvocati difensori notoriamente encomiabili: se il leader Pdl dovesse sperare nella prosa del direttore del Giornale e della buffa Garnero, marcirebbe già in galera. Con tanto di chiave buttata.   

Non avendo argomenti, entrambi straparlano. Il primo, che quando vuole è persona intelligente, in cuor suo si vergogna delle tesi che espone. E infatti, come martedì a Otto e mezzo, non di rado balbetta. La seconda, analogamente a Berlusconi, ama così tanto la bugia da finire col crederci. La si è potuta ammirare, sempre più prossima a Darth Vader, lunedì a Piazza pulita; martedì a Matrix; e mercoledì a La Gabbia. Oltre a regalare la consueta esondazione di deliri allo stato brado, l’amena Garnero ha affossato l’esordio di Telese e sgonfiato Paragone. Non solo non fa (più?) ascolti, ma ormai porta pure sfiga. La precisione con cui l’ilare Garnero rifugge il vero è mirabile. Accanto ai consueti accenni a “magistratura democratica ” (yeown), “Voi difendete Ingroia” (sob) e “abbiamo vinto le elezioni” (buonanotte), Daniela suole colpire come può: cioè a casaccio.

“Padroncina” degli studi Mediaset (martedì dava lezioni a Telese), è convinta che tutti quelli che non la trovano sensuale siano omosessuali, credendo quindi a un mondo popolato unicamente da gay. Alterna trovate goffamente teatrali (“il delinquente Travaglio”), sorrisi prossimi alla paresi e castronerie titaniche. Se Sallusti azzarda che le prigioni “sono sempre state piene di grandi uomini”, e mentre lo dice gli viene da ridere (o da piangere), la simpatica Garnero no: lei ci entra davvero nella parte.

E così accusa Travaglio di essere innocentista con Sofri (certo: lo bastona da decenni). Snocciola l’epica di un mondo parallelo in cui Berlusconi ha cancellato l’Imu. Poi, con voce di Iervolino straziata da un grammofono incazzoso, giunge all’acme del delirio, magari sostenendo che “il primo agosto si è consumato un colpo di Stato”. Nientedimeno. Costretti – per inclinazione e per contratto – a difendere l’impossibile, Sallusti e Garnero distruggono ogni giorno quel che resta della loro credibilità.

Il primo ne soffre un po’, andando incontro al martirio con una sorta di rassegnazione livida. La seconda suole invece spettacolarizzare la propria immolazione. È una kamikaze sopra le righe, fiera di crogiolarsi nel ridicolo. Con un tacco 12 mal portato mena fendenti, e con l’altro lamenta la maleducazione degli interlocutori, che “a differenza di Berlusconi non rispettano le donne”.

Ma tu guarda: qualche anno fa una tipa tuonò contro B. che “vede le donne solo orizzontali”. Era la Garnero, o forse la Santanchè.

Il Fatto Quotidiano, 13 settembre 2013