Una gara della Sardegna per la realizzazione di una centrale a carbone pulito con stoccaggio di CO2 nel Sulcis al vincitore della quale sarà concesso un incentivo per 20 anni pari a 30 euro a Megawattora con gli oneri a carico del sistema elettrico “tramite prelievo in tariffa”. E, in parallelo, la riduzione da parte dell’Eni dello stoccaggio di gas previsto dal decreto del 13 agosto 2010 per un totale di un miliardo di metri cubi  in meno rispetto ai 4 miliardi previsti dalla legge in virtù del fatto “oggi lo sviluppo in Italia di nuova capacità di spazio di stoccaggio di gas naturale non appare più necessario, essendo già richiesta dal mercato una capacità inferiore a quella esistente”. La mancata realizzazione “evita in prospettiva l’aggravio di nuovi oneri non necessari sulle tariffe”.

Sono solo due delle misure al vaglio dell’esecutivo per il decreto del Fare 2 contenute in una bozza circolata in giornata, che il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha prontamente ridimensionato come mere ipotesi di lavoro. “La diffusione, senza alcuna verifica preventiva di pretese informazioni genera soltanto inutile confusione”, ha detto sostenendo che “le notizie diffuse in formato di bozza dalle agenzie di stampa relative al contenuto del Dl Fare 2 sono del tutto infondate. Non esiste infatti alcuna bozza” e che “il Mise sta lavorando su diverse ipotesi, con una istruttoria approfondita che deve ancora trovare una adeguata sintesi”.

Contemporaneamente il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera Ermete Realacci bollava come “da Scherzi a parte, come sembra voler fare il governo nel decreto del Fare 2, incentivare nel 2013 una nuova centrale a carbone quando tante dovranno essere chiuse per eccesso di produzione termoelettrica tradizionale”.

Secondo le indiscrezioni, in ogni caso, nel decreto non si parlerà solo di energia. Tra le misure al vaglio ci sarebbe anche l’istituzione dell’anagrafe dei benzinai, in base alla quale i distributori dovrebbero comunicare i propri dati per dimostrare il rispetto delle norme di sicurezza. Chi non le rispetta chiuderà. L’obiettivo dichiarato è di arrivare giungere in 2 anni alla chiusura di 5mila impianti inefficienti, aumentando la concorrenza e azzerando il gap di prezzo con l’Ue.

E ancora, una “dilazione” nel pagamento delle tasse da parte delle imprese “a fronte di crediti certificati verso la pubblica amministrazione”. In particolare, a partire dal 2014 sale da 700mila euro a 1 milione la soglia di compensazione fra debiti e crediti fiscali. “Tale soglia viene ulteriormente elevata a 2 milioni nel caso di società con bilanci certificati e a 4 milioni nel caso di società quotate”.

Sempre per le imrpese, poi, si lavora a un’agevolazione dei canali di finanziamento sotto il profilo fiscale. Si parla, in particolare, dell’eliminazione di alcuni “balzelli” legati all’accensione di garanzie di varia natura sui contratti di finanziamento a medio e lungo termine. In particolare la “bozza” parla di ”costituire un privilegio speciale sui beni mobili destinati all’esercizio dell’attività di impresa, attualmente previsto solo per i crediti bancari, anche a garanzia dei titoli obbligazionari“. Sul tavolo anche l’applicazione della ritenuta del 20% “sugli interessi e altri proventi corrisposti ai fondi mobiliari chiusi”.

Via, inoltre, la norma che prevede la nullità dei contratti di vendita, trasferimento a titolo gratuito o locazione di immobili ai quali non sia allegato l’attestato di prestazione energetica. La legge dovrebbe essere sostituita da “un sistema di sanzioni amministrative”. Mentre per la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese l’esecutivo pensa a finanziamenti a fondo perduto tramite voucher di importo non superiore a 10mila euro. Il finanziamento è finalizzato all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano “il miglioramento dell’efficienza aziendale, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, la connettività a banda larga e/o ultralarga”, nonchè lo sviluppo di iniziative di innovazione sociale anche del mondo non profit.

Nella bozza si specifica che i voucher potranno anche finanziare la formazione qualificata nel campo Ict, del personale delle suddette piccole e medie imprese e di iniziative non profit innovative. I fondi per l’attuazione di questi nuovi strumenti saranno stanziati nell’ambito dei fondi strutturali. Sempre sul tema, poi,  si ragiona anche su incentivi per le pmi che inseriscono in azienda “una figura professionale con almeno un anno di esperienza lavorativa nel campo del commercio internazionale”. Il contributo arriverebbe sotto forma di credito d’imposta del 35% del costo aziendale annuo sostenuto per un periodo non superiore a 36 mesi anche non consecutivi.