L’arguto sir Winston Churchill, secondo una nota battuta a lui attribuita, aveva le idee molto chiare sulle vere passioni degli italiani, capaci di perdere le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre. Così non suona stonato dar credito alle parole di Daniele Ara, Presidente del quartiere Navile di Bologna, durante la conferenza stampa di presentazione di “Tutto Molto Bello”, il torneo di calcio tra etichette indipendenti, che si giocherà sabato 14 e domenica 15 settembre negli spazi del Dopolavoro Ferroviario di via Sebastiano Serlio, nel cuore di quella Bolognina che nel 1991 sancì la resa di fronte alla storia del Partito Comunista di Occhetto.

Secondo Ara il torneo, organizzato da Sfera Cubica Eventi e Locomotive Club con il sostegno del Comune di Bologna e il patrocinio del quartiere Navile, sarà parte di un processo di riqualificazione e valorizzazione di “un quartiere molto vivo ma del quale troppo spesso si parla male”. Zona multietnica della città, con circa 20 stranieri ogni 100 abitanti, in profondo mutamento sociale, economico e strutturale, secondo le analisi dell’Urban Center del capoluogo emiliano, torre di controllo e motore progettuale delle trasformazioni del tessuto urbano di Bologna, la Bolognina affida al calcio e alla musica le proprie speranze di redenzione da una reputazione legata alla microcriminalità e allo spaccio. Così alle 24 squadre in rappresentanza di altrettante etichette indie, da Trovarobato a Unhip, da La Fabbrica a Garrincha a Libellula per citarne alcune, spetterà un compito ben più gravoso di quello di destreggiarsi in prodezze, dribbling e parate.La due giorni di partite, strutturate su sei gironi come ai mitici Mondiali di Mexico 86 -quelli di Maradona mano de Dios e del goal più bello del mondo contro l’attonita squadra inglese- vedrà alternarsi alle partite mercatini, ristorazione, dj set e alla sera gli spazi di musica live, con le band Saluti da Saturno, The Crazy Crazy World of Mr Rubik, Matteo Toni e altre voci note del panorama della musica indipendente.

Una bella sfida, insomma, al netto di vincitori e vinti: con la benedizione del Comune, che per voce entusiasta dell’Assessore al marketing urbano Matteo Lepore ha fatto sapere che sosterrà assieme al quartiere tutto ciò che potrà essere fatto nell’area del parco del Dopolavoro Ferroviario e attorno: “questo torneo e questo progetto” ha affermato Lepore “esprimono il metodo e la formula giusta per affrontare la sfida di far rivivere una zona di Bologna che si sta trasformando a vista d’occhio”. Sfida che potrà essere vinta soprattutto quando l’intera area, come pare, verrà ceduta dalle Ferrovie dello Stato a quartiere e Comune. La riapertura dell’atrio di accesso in via Carracci, punto nodale dei lavori della nuova Stazione Alta Velocità inaugurata lo scorso 8 giugno, e in futuro la realizzazione del Tecnopolo nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi tra via Stalingrado e via Ferrarese più un’altra serie di interventi previsti dal Piano Operativo Comunale sono destinati a mutare profondamente il volto di una parte della città che in virtù della sua composizione multietnica potrebbe pure diventare un interessante laboratorio di integrazione. E che la musica sia uno straordinario mezzo di amalgama tra culture è verità conclamata: non a caso proprio alla Bolognina, nei locali del vituperato centro sociale Xm24, il sassofonista bolognese Guglielmo Pagnozzi ha dato vita qualche mese fa ad un interessante esperimento, una scuola di musica popolare aperta ai contributi più disparati, che ha prodotto un gruppo di straordinari musicisti a creare un’amalgama musicale di singolare quanto eterogenea potenza. Quando la musica, e la cultura, (ri)diventano fatto politico, si può ancora avere una speranza.