E’ Roma la città preferita dai “paperoni” italiani. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Ubs sugli “ultra-benestanti nel mondo”, infatti, nella Capitale risiedono ben 1195 super ricchi, oltre la metà del totale del Paese. Rispetto al 2012 sono 65 in più, per un aumento del 5,8%. Roma – che è l’unica italiana a figurare nella Top ten delle città europee – si trova comunque solo al nono posto, prima di Madrid (a quota 1135). La classifica è dominata da Londra, prima con addirittura 6360 ultra benestanti, che stacca nettamente Parigi al secondo posto, ferma a circa la metà (3195). Nella graduatoria, spicca la massiccia presenza della Germania, che piazza addirittura quattro città diverse. Non Berlino, però: i paperoni tedesci non vivono nella capitale, preferiscono Monaco di Baviera, Dusseldorf, Amburgo e Francoforte. Completano l’elenco Zurigo e Ginevra, per la Svizzera. 

Dal report di Ubs emerge anche come, nonostante la crisi, il numero dei super ricchi sia in continuo aumento nel mondo, ed in particolare in Europa. Merito soprattutto delle prestazioni eccellenti di Germania e Svizzera, che segnano rispetto al 2012 un abbondante più 13% di popolazione che conta proprietà e asset per oltre 30 milioni di dollari: in Germania, nel 2013, vivono 17820 super ricchi, nelle cui mani risiede un patrimonio complessivo di 2mila 345 miliardi di euro. La differenza con l’Italia, dove il patrimonio dei paperoni si ferma ad “appena” 235 miliardi, è sempre più marcata.

L’incremento di ricchezza (e di concentrazione di essa) è comunque generalizzato. Anche il nostro Paese, rispetto all’anno scorso, segna un +7% di ultra benestanti (che si traduce in un +6,8% del patrimonio da essi posseduto). Soprattutto, colpisce che a crescere siano anche i dati che nel 2012 hanno attraversato notevoli difficoltà economiche. E’ il caso della Grecia, ad esempio: mentre la Troika adottava misure sempre più gravose per la popolazione, il numero dei super ricchi ellenici è salito addirittura dell’11%, passando dai 455 del 2012 ai 505 del 2013. Stessa situazione in Portogallo (+10,8%). Bene anche l’est Europa, con Romania (+12%), Ungheria (+9,6%) e Serbia (+9,5%). Gli unici Paesi a registrare il segno meno in tutto il continente (dove la crescita media è dell’8,7%) sono Ucraina (che crolla dell’8,3%) e Finlandia (-1,2%).