Operazione dell’Antimafia contro gli affari della ‘ndrangheta in Toscana e Calabria. Le indagini si sono concluse con l’arresto di cinque persone ed il sequestro di beni per un valore di 44 milioni di euro, tra immobili, aziende e auto. A finire in manette sono stati gli imprenditori Raso (il padre, i due figli e le rispettive mogli) di Gioia Tauro: Armando Raso, 39 anni, era stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso nel processo “Porto” contro la cosca Piromalli-Molè. I finanzieri hanno apposto i sigilli a varie società del settore immobiliare in Toscana e a una casa di cura privata per disabili in Calabria, convenzionata con la Regione.

Le indagini, condotte dai finanzieri dei Nuclei di Polizia tributaria di Pistoia e Firenze, sono durate più di due anni. L’operazione “Ammitt“, coordinata dalle procure Antimafia di Firenze e Reggio Calabria, ha visto impegnati anche reparti della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme.  L’accusa nei confronti della famiglia è di trasferimento fraudolento di valori. I fratelli Armando e Gioacchino sono stati portati in carcere, mentre al padre e alle mogli sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Armando Raso era già stato condannato per associazione mafiosa dalla Corte d’appello di Reggio Calabria nel 2000 per aver favorito la latitanza di Girolamo Molè e per avere favorito l’infiltrazione della cosca nei lavori al porto di Gioia Tauro. Gli interessi economici della famiglia Raso, secondo quanto emerso dalle indagini, erano inizialmente orientati verso l’acquisizione di una casa di cura per disabili a Gizzeria Lido, in provincia di Catanzaro. Ma gli imprenditori hanno poi deciso di ampliare i propri affari al Nord.

In Toscana, gli arrestati avrebbero creato una holding di controllo di cinque società, tra cui due immobiliari con sede a Montecatini Terme (Pistoia) che ha realizzato villette a schiera ed appartamenti a Buggiano (Pistoia) e Cerreto Guidi (Firenze). Le attività economiche di Armando Raso erano formalmente intestate a parenti stretti ma in realtà gestite da lui stesso. Ventinove gli immobili sequestrati, fra cui la casa di cura di Gizzeria Lido e dodici fabbricati residenziali in Toscana. Tra i beni sequestrati rientrano due strutture sanitarie in Calabria, “Il Gabbiano” di Gizzeria Lido e “Salusmentis” di Sellia Marina (Catanzaro), la Raso Holding srl, le società immobiliari Argifra Costruzioni, Ducas e CR Immobiliare.