Difficile, per la stampa estera, districarsi, in questi giorni, tra cronaca italiana e riferimenti storici. Oggi, Les Echos titola in homepage “Berlusconi e la sindrome dell’11 Settembre”, giocando sull’anniversario dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle (che –ci pare- non c’entra nulla); mentre in realtà questa che viviamo è una sindrome nostrana da 8 settembre, il tutti a casa del senso di responsabilità, l’ennesimo commedia all’italiana di calabrache e voltafaccia.

Fra i media stranieri, c’è chi crede sia solo “questione di tempo” –il Tagesspiegel-, poi il Cavaliere decadrà. E c’è chi s’accorge che non è solo Mr B a giocare con il tempo: “I suoi avversari puntano sul rinvio” –Sueddeutsche Zeitung-, forse perché se cade Berlusconi cade il governo e “non vi sono previsioni su che cosa succederà alle elezioni” –Der Spiegel-. Che poi ci sono, perché tg e talk show sono la fiera del sondaggio, ma nessuno si fida davvero di quei numeri.

Barcamenandosi tra le indicazioni contraddittorie della stampa italiana e le dichiarazioni altalenanti di guru e politici, i giornali esteri registrano che il tempo di questa vicenda è dilatabile e capiscono che quello della giustizia è labile quanto quello della politica –si favoleggia di un mitico congresso del Pd, ma nessuno sa situarlo sul calendario-.

Insomma, i corrispondenti stranieri, molti dei quali erano partiti in ferie fiduciosi di essersi liberati per sempre del Cavaliere, con la sentenza della Cassazione, non nascondono il loro imbarazzo, ora che sono rientrati, dovendo raccontare per l’ennesima volta la stessa storia: i problemi di Berlusconi “avvelenano la ripresa della vita politica”, Il Pdl minaccia di fare cadere il governo, il Quirinale cerca di salvare capra e cavoli, il Pd litiga con se stesso.

Difficile fare condividere ai lettori europei o americani lo stesso pathos che i cittadini italiani –forse- provano per questa storia: titoli si ritrovano un po’ ovunque, ma per lo più di cronaca, spesso senza scendere nel dettaglio dell’una o dell’altra convulsione politica.

Alcuni giornali prestigiosi tentano l’analisi. Il NYT si chiede se “Berlusconi abbia esaurito le sue vite politiche?”; e constata come sia più capace che mai di “mandare in tumulto” la politica italiana. Le Monde, invece, lo considera “al crepuscolo della carriera”, ma non fa previsioni su quanto tempo ci vorrà perché il tramonto sia compiuto. E perfidamente osserva: “La Costa Concordia e Mr B, due sfide per l’Italia”, due relitti di cui liberarsi.

Si accettano scommesse, su chi sarà rottamato prima.