Sessantaquattromila biglietti staccati, duemila in più del 2012. Quarantottomila le presenze agli eventi gratuiti, quasi ottomila in più dell’anno precedente. Nonostante la crisi, le tasche sempre più vuote degli italiani e l’aumento del prezzo dei biglietti per assistere agli eventi, la diciassettesima edizione del Festivaletteratura chiude con numeri incoraggianti e per certi aspetti sbalorditivi.

Trovare migliaia di persone disposte a pagare 5 euro per sentire Stefano Rodotà spiegare che i diritti non devono essere dati per scontati, ma protetti e rivendicati. Oppure Roberto Saviano urlare dal palco di piazza Castello, protetto dalla scorta, che la politica deve ripartire dalla lotta alla mafia, un po’ passata in secondo piano in questi anni. E ancora Salvatore Settis affermare in modo deciso la sua rabbia contro chi sta svendendo a pezzi il paese, beni architettonici inclusi. Senza dimenticare don Luigi Ciotti instancabile nel dire che l’indifferenza è quasi più pericolosa della complicità nelle azioni della criminalità organizzata. E la scrittrice e ambientalista indiana, Vandana Shiva, che con il sorriso sule labbra ha invitato la gente a combattere le regole ingiuste, quelle che oggi governano il pianeta e lo stanno mettendo in ginocchio.

Insomma, sapere che ci sono ancora persone disposte non solo a pagare per condividere tutto questo, ma addirittura a farsi code lunghissime per entrare e magari poi rimanere fuori dall’evento perché non c’è più posto, è un bel segnale. Incoraggiante. Bastava muoversi in questi giorni a Mantova per rendersi conto del fermento portato dal Festivaletteratura. Abbiamo visto persone arrabbiarsi per non essere riuscite ad entrare sabato pomeriggio al teatro Ariston, dove il maestro del giornalismo sotto copertura, Gunter Wallraff, ha spiegato come ha fatto a mettere in crisi il sistema Lidl, caratterizzato da sfruttamento e abbassamento sistematico dei diritti dei lavoratori. “Ma senza una ribellione e una presa di posizione da parte del consumatore – ha detto – questo sistema di sfruttamento non finirà”, ha ammesso sconsolato, ma determinato a non fermarsi il giornalista tedesco sommerso da applausi.

Risulta chiaro quanto, oltre alla letteratura pura, siano i temi attuali a richiamare moltissime persone a Mantova nei giorni del Festival. E chi non riesce ad esserci fisicamente in questi ultimi tempi ha trovato un alleato nelle nuove tecnologie e nei social network. I numeri parlano chiaro, anche in questo caso: nella settimana del Festival, iniziato mercoledì 4 settembre, il sito ufficiale della rassegna ha registrato oltre ottantamila visite, il 6% di contatti in più rispetto all’anno scorso. Visite che diventano centocinquantamila se si va a considerare anche il mese precedente l’inizio del Festivaletteratura, ben il 18% in più del 2012. E sessantamila sono coloro che hanno scaricato il programma in formato pdf dal sito mentre, se ci spostiamo sui sempre più utilizzati social network, scopriamo che oltre trecentomila utenti sono stati raggiunti dai post su Facebook del Festivaletteratura, in quindicimila hanno commentato e condiviso questi post, mentre diecimila sono stati i tweet con l’hashtag ufficiale della manifestazione.

Segno che il Festival sta affezionando un pubblico che aumenta, ogni anno. Non si può più parlare di nicchia con questi numeri. “Non ce l’aspettavamo, visti i tempi di crisi, ma ci speravamo. Mi viene da pensare che la gente abbia addirittura rinunciato ad altro pur di partecipare agli eventi. Anche quest’anno tutto è andato molto bene – ha commentato Marzia Corraini, uno degli otto membri del comitato organizzatore -. A sorprenderci il desiderio che la gente ha di cultura. Cultura intesa nel senso più ampio del termine. Anche quest’anno abbiamo notato un’accresciuta voglia di conoscere e capire le cose. E a confortarci è anche la grande partecipazione da parte dei giovani, come dimostra il numero di richieste pervenute per fare i volontari”.