Tutto da rifare per i quasi 1.500 candidati che la mattina di mercoledì scorso si sono presentati nelle aule dell’università di Pavia per sostenere il test di ammissione al corso di laurea per le professioni sanitarie. Dovranno ripresentarsi perché la prova è stata annullata per una anomalia riscontrata nei quesiti.

E pensare che un paio di giorni fa il test era già stato annullato all’università di Parma. L’ateneo lombardo ha ufficialmente comunicato “l’errore materiale” e che il test non è valido appunto per “un’anomalia” che è stata scoperta nelle 60 domande che componevano l’esame: ciascuna proponeva quattro opzioni di risposta, anziché le cinque previste dal bando dell’Università.

Test da rifare, dunque, per i 1.464 giovani (la maggior parte proveniente da Pavia e provincia e gli altri dal resto della Lombardia e da altre Regioni) che due giorni fa pensavano di sostenere la prova per accedere ai corsi di laurea triennale per le professioni sanitarie: quelle che, una volta conseguite, consentono di svolgere la professione di infermiere o fisioterapista. Tutti hanno saputo che la prova che hanno sostenuto non è valida.

L’università in un comunicato ha ricordato che da anni l’incarico di predisporre questi test viene affidato alla società Intersistemi SpA. “Come è possibile – si sono chiesti i candidati dopo aver appreso la notizia dell’annullamento – che gli esperti incaricati di formulare le domande si siano dimenticati di verificare che il bando dell’Università prevedeva cinque opzioni di risposta anziché quattro?. E come mai nessuno ha controllato i fogli dell’esame prima che venissero distribuiti la mattina della prova?”.

Sulla vicenda è intervenuta l’Unione degli universitari sottolineando che “ancora una volta il test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso è una vera e propria lotteria”. “Quello che sta accadendo in questi giorni – ha commentato Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu – rasenta l’assurdo. E’ inammissibile che le prove d’ammissione vengano annullate a causa di errori nella compilazione dei test. Il sistema fa acqua da tutte le parti e tutto questo accade a discapito delle migliaia di studenti che si accingono a sostenere il test. Anche per Pavia chiederemo subito i danni per tutti i candidati che si sono iscritti alla prova”.