Mi si chiede un parere (peraltro già dato) sul senatore 5 Stelle Luis Orellana. È il miglior “dissidente” visto sin qui. Era candidato alla presidenza del Senato e aveva la stima di tutto il Movimento o giù di lì. Non lo fa per soldi (semplificazione riduttiva), non è un Mastrangeli e neanche un martire di professione come l’ameno John J. Frigna.

Sa parlare e argomentare, non mi pare uno “Scilipoti” e fossi nel Movimento mi terrei eccome elementi critici come lui, mentre farei di tutto per liberarmi dei parlamentari caricaturali che con la politica non dovrebbero entrarci nulla, tipo la statista fucsia che era (o così sembrava) contro l’aborto. O altre figure surreali qua e là, credo e spero una minoranza.

Orellana ha posto un problema concreto: vogliamo incidere o no? Vogliamo provare a cambiare sin d’ora o no? Rispondere “con il Pd è impossibile” ci sta. Lo credo anch’io e capisco lo scoramento. Replicare minacciando l’ennesima epurazione è una procedura da gulag.

Orellana è una risorsa critica, non una zavorra. Magari ha torto, ma va ascoltato. Zittirlo coi soliti toni da Frau Lombardi è puerile. E ha davvero stancato. Il punto, poi, è capire cosa vuole fare Orellana. Qui il senatore 5 Stelle mi convince meno. Se per “dialogo” intende cambiare la legge elettorale con un governo utopico che mai verrà accettato dal Pd, una roba tipo Governo Rodotà e poi voto, è encomiabile. Essere propositivi è un valore (anche se gli ortodossi duri e puri difficilmente lo capiranno mai).

Se invece già freme per essere uno dei dieci o quasi che appoggerà il Letta Bis, cioè un altro superinciucio obbrobrioso, allora si chiama fuori da solo.Va palesemente contro il mandato degli elettori. E a quel punto diventa indifendibile.  Ma la “epurazione preventiva”, no. È sbagliata, è controproducente, è indifendibile. I vostri avversari – cioè tutti – non aspettano altro.