La mania degli show televisivi culinari, ben lungi da essere sul viale del tramonto, resiste imperterrita e proporrà i suoi frutti anche nella stagione tv ormai alle porte. Gli chef sono le nuove star del piccolo schermo, amati o odiati a seconda delle inclinazioni e dei gusti personali, ma comunque noti a tutti, senza possibilità di scampo. Proprio come avvenne una quindicina di anni fa con Pietro Taricone o Salvodelgrandefratello, protagonisti dei primi reality.

Da lunedì 9 settembre riprende anche il programma di cucina nazionalpopolare per eccellenza, cioè la produzione Rai/Endemol “La prova del cuoco”, condotto da Antonella Clerici. Molte le conferme, come sempre, ma anche qualche novità interessante. Innanzitutto il ritorno in pianta stabile, dopo quasi quattro, anni di Beppe Bigazzi; il gastronomo toscano, per i pochi che non lo sapessero – ma d’altronde all’epoca la cucinomania non era ancora a questo stadio così avanzato -, fu sospeso a tempo indeterminato dal cast della trasmissione quando parlò in diretta del gatto in umido, ricetta usuale in Valdarno negli anni Trenta e Quaranta e da lui difesa a spada tratta nello sconcerto generale (ma Antonellona non c’era, è bene dirlo). Bigazzi avrà uno spazio suo quello del cosiddetto Campanile, dove svelerà i segreti culinari delle trattorie italiane.

Ma la vera svolta “La prova del cuoco” la darà sotto il punto di vista della competizione: giorno dopo giorno gli chef emergenti giunti da tutte le regioni italiane avranno la possibilità di confrontarsi in un torneo chiamato Superchef , e cioè un vero e proprio piccolo talent culinario sulla falsariga dei vari cooking show di questi ultimi anni. I vincitori dei due gironi disputeranno poi una finalissima, che decreterà il campione. Un secondo talent sarà poi dedicato agli studenti degli istituti professionali, che si sfideranno – due ogni settimana – per mostrare quello che hanno imparato tra i banchi di scuola. Il vincitore e i migliori classificati avranno la possibilità di effettuare uno stage nel programma, dove lavoreranno al fianco di cuochi ed esperti maestri di cucina. Insomma date le premesse, ci sembra di poter azzardare che i fanatici della cucina in tv potranno inchiodarsi al divano con rinnovato vigore, mentre i detrattori e i “nauseati” ne trarranno ulteriore materiale per le loro contestazioni. Unico aspetto positivo, si continuerà a parlare sempre di più di cucina e di cibo; per chi ama la materia, in fondo, non è il peggiore dei mali.

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