In giuria Julian Assange, il giornalista che ha sfidato il mondo con Wikileaks e che ora vive asserragliato a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador. E nella rosa dei concorrenti, per la prima volta, sette film italiani che parteciperanno al più grande festival di cinema indipendente d’Europa. Si terrà nella capitale britannica, dal 25 settembre al 6 ottobre, il Raindance Film Festival. Oltre 300 pellicole,  Più di 40 eventi e, per la prima volta in assoluto, anche il parallelo Web Fest, che premierà le migliori produzioni cinematografiche pensate apposta per la Rete. Elliot Grove, fondatore del festival, negli anni ha così consentito il lancio in Europa di film come Pulp Fiction, Memento e The Blair Witch Project. Per la prima volta darà questa opportunità a sette pellicole indipendenti prodotte da registi italiani, con la promessa di tenere un evento a Roma – come accaduto l’anno scorso – con cui portare nel Belpaese il meglio del Raindance.

Assange sarà la “star” non presente del festival. In questi giorni gli organizzatori stanno spedendo ai giurati alcuni Dvd con tutte le opere in concorso. E anche il giornalista australiano riceverà le pellicole direttamente nel bel palazzo dell’ambasciata dell’Ecuador che lo ospita forzatamente. Ma in giuria ci sarà anche il famoso – almeno nel Regno Unito – Robbie Collins, critico cinematografico del Daily Telegraph, e due italiani come Martina Amati, regista che ha vinto un Bafta, e Carlo Cresto-Dina, con un passato alla casa di produzione Fandango e ora proprietario di una sua piccola ma promettente società cinematografica. Tutte le proiezioni si terranno nel cinema Vue – che è sponsor e partner – vicino a Piccadilly Circus e l’organizzazione ha pensato a un pass, a pagamento, con il quale poter vedere tutte le opere in programma. “È molto difficile per le pellicole italiane arrivare nel Regno Unito – spiega a ilfattoquotidiano.it Raffaella Pontarelli, che lavora per l’organizzazione del Raindance – e questa è la prima volta che un numero così grande di film italiani arriva a Londra tutto in una volta”.

La partecipazione dell’Italia, quest’anno, è stata resa possibile anche dal supporto dell’Istituto italiano di cultura di Londra. Dai film di animazione ambientati a Napoli all’immigrazione di massa dall’Albania nel 1991, registi e produttori porteranno nella capitale britannica un’idea abbastanza frammentata ma suggestiva del Paese. “Arianna”, di Alessandro Scippa, verrà presentato il 2 ottobre ed è la storia di un capodanno in cui la protagonista trova la forza per andare avanti. Poi, c’è la storia di una sarda dalle origini gitane di “Dimmi che destino avrò” di Peter Marcias, che sarà presentato il 4 ottobre: una donna che, tornata sulla sua isola dopo anni passati a Parigi, deve pagare il conto con il proprio passato. Ancora, “L’arte della felicità”, di Alessandro Rak, storie di declino napoletano e di vite che cambiano all’improvviso, in programma il 3, e “L’ultima foglia”, di Leonardo Frosina, presentato sempre lo stesso giorno, sulle continue mutazioni della storia d’amore fra Zeno e Rossana. “The Repairman” di Paolo Mitton, un ingegnere delle telecomunicazioni trasformatosi in regista, racconta la passione tutta umana dell’aggiustare le cose e sarà sullo schermo il 3 ottobre. Infine, “La nave dolce”, di Daniele Vicari – che raccontò con “Diaz” le vicende di Genova – un film sull’esodo degli albanesi verso l’Italia in programma il 4, e il documentario di Mirko Pincelli, “My words & I”, che sarà presentato il 6 ottobre.