Volano insulti tra il deputato della Lega Nord, Gianluca Buonanno, e il giornalista David Parenzo, durante “La Zanzara”, su Radio24. Miccia dello scontro: le dichiarazioni del ministro Kyenge in merito alla proposta leghista di un referendum per abolire il dicastero dell’Integrazione di cui è titolare (“Forse i leghisti hanno bisogno di essere integrati”). “L’integrazione maggiore c’è in Piemonte” – insorge il parlamentare del Carroccio – “e il governatore del Piemonte non è del Pd, ma uno della Lega”. “Quale sarà la vostra prossima pagliacciata legislativa?” – chiede reiteratamente Parenzo. “Tu sei un po’ sottosviluppato con tanti problemi mentali” – replica Buonanno – “e hai fatto un programma televisivo che ha fatto schifo. E per questo motivo te la prendi con chiunque perché sei frustrato. Mi fai un po’ pena, davvero”. E rincara: “Tu non eri un consigliere di quartiere del Pd a Padova? Non eri un furbetto di sinistra”. Il giornalista risponde che, in realtà, era del Pds. “Allora sei un comunista” – inveisce il deputato – “eri con quella gente lì, Occhetto e D’Alema, e adesso ci fai la morale? Quando tu parli, sei squalificato a vita”. La discussione devia poi sugli insulti perpetrati su facebook dal produttore vinicolo friulano Fulvio Bressan contro Cécile Kyenge, motivo per il quale sono stati banditi i vini prodotti dall’azienda Bressan Mastri Vinai dalla guida Slow Wine 2014. Parenzo punta il dito contro Calderoli e accusa: “E’ lui che legittima queste persone ad insultare”. “Ha chiesto scusa” – insorge Buonanno – “e per me Calderoli politicamente è una delle persone più raffinate e intelligenti che ci sono”. “Sì, è stato educato a Buckingham Palace”, commenta ironicamente uno dei conduttori de “La Zanzara”. “Mi fa ridere il fatto che debba ricevere lezioni da uno che stava nel Pds” – ribatte il parlamentare leghista – “và sotto una quercia, così magari arriva un fulmine, ti colpisce e la smetti di rompere le palle in giro”. E aggiunge: “Secondo me, sei uno che guarda film porno. Sei un frustrato, ma stà tranquillo, una ciotola di latte te la daremo sempredi Gisella Ruccia