LA GIORNATA
Il cucchiaio da fuori area di Pjanic, che fa alzare in piedi ad applaudire l’allenatore avversario, il destro a giro di Sau, per un gol che un tempo si sarebbe detto “alla Del Piero”, l’incrocio al volo di Gilardino per il suo 16esimo gol in Serie A, la punizione di Greco e poi quella di Gabbiadini che risponde alla mezza girata al volo di Kone. Perle di una seconda giornata che ha regalato ben 43 gol: ottimo auspicio per la vena realizzativa di attaccanti vecchi e nuovi in un campionato che, se forse non è il più bello del mondo, almeno si può sperare che non sia considerato il più difficile – che nel calcio spesso è sinonimo di noioso – quanto il più spettacolare.

Tre gol in tre partite (Supercoppa compresa) di Tevez, un sontuoso Pogba ad accompagnare un altrettanto iperbolico Vidal, il gioco corale e arioso di Conte e già la Juventus, cui il calendario iniziale oggettivamente si pensava non avesse sorriso, imprime la sua impronta sul campionato. E siccome, pur contro avversari non irresistibili (due delle tre squadre rimaste a zero punti) anche l’Inter di Mazzarri continua a segnare senza subire gol, e vince sullo storicamente difficile campo di Catania, dopo la sosta per le nazionali ecco che il derby d’Italia tra Inter e Juve sarà gara già importante per la classifica. Sperando che lo sia anche per lo spettacolo.

Se la Lazio sconta lo scontro diretto con la Juve, e il Milan risponde con un cambio di modulo e una vittoria sul Cagliari alle partenze soft di Allegri che ha perso tre punti a Verona alla prima, continuano invece a macinare punti Napoli, Fiorentina e Roma. Vittoria corsara per i partenopei sull’asse Hamsik-Higuain a Chievo e per i toscani sulla direttrice Gomez-Rossi a Genova, dove già il tecnico Liverani rischia l’ira funesta del presidente Preziosi. Mentre la Roma senza punte di ruolo, e in cui Totti giostra nell’inedito ruolo di trequartista di se stesso, si candida come possibile sorpresa del campionato. Male il Sassuolo, che nonostante il primo gol della storia in Serie A messo a segno da Zaza, sembra non essere tagliato per la categoria. Ma se davanti le ritrovate sette sorelle sembrano implacabili, dietro c’è sempre tempo per rimediare.

IL PERSONAGGIO
Ha superato i 60mila follower su twitter, i 100mila amici su facebook in una delle molte pagine a lui dedicate, e il milione di visualizzazioni sui video di youtube in cui i grandi del calcio lo descrivono come il migliore tra loro. Fenomeno mediatico in crescita esponenziale, si impone a forza di gol, come quello messo a segna ieri sera con il Bologna, e di barbe, come quella selvaggia e profetica che sfoggia con goliardico sdegno in molteplici autoscatti davanti alle botteghe di barbiere della città delle due torri. E pensare che all’inizio del millennio, Davide Moscardelli da Mons, Belgio, ancora giocava ancora in Promozione nella Maccarese.

Poi tutta la trafila dalla D alla C alla B, e finalmente, alla soglia dei trent’anni, in Serie A col Chievo dove segna all’esordio il gol vittoria e finalmente può liberare lacrime genuine di fatica e sudore. E’ in quel momento che dall’alto della sua gavetta può permettersi di ironizzare garbatamente sui colleghi, opponendo la barba alle creste e le magliette autoprodotte alle sgargianti tenute da discoteca, ricordando a tutti che di calcio si può ridere. E’ lì che il grande pubblico scopre che questo gigante buono non è certo il bomber forte e potente che tutti si aspettano, ma una funambolica seconda punta che tra elastici e rabone, come ha detto una volta Costacurta: “In quanto a bellezza dei gol che realizza, non ha nulla da invidiare a Maradona o a Messi”.

LA SPIGOLATURA
A volte ritornano, ma non sempre il remake è un film di successo. Rimanendo al trentennio berlusconiano, quello che estromette le leggende di Rivera e Maldini ed elegge a simboli milanisti mediocri comparse con feeling padronale, hanno già provato a rientrare dopo i precedenti fasti nomi come Gullit, Donadoni, Simone, Shevchenko e Leonardo: nessuno ha lasciato il segno, per non dire di peggio. E così sembra curioso l’incalzante suonare delle fanfare per salutare il ritorno in rossonero del figlio prodigo Ricardo Kaká: quattro anni, pochi guizzi e molte reali panchine dopo l’addio al Milan. Era il gennaio del 2009 quando il pallone d’oro brasiliano, già promesso sposo al Manchester City, con una toccante sceneggiatura hollywoodiana si affacciò al balcone di Giulietta per giurare amore eterno ai tifosi rossoneri e la volontà di restare a Milano. Lo imponevano i sondaggisti, disse Berlusconi, che poi a giugno, nemmeno sei mesi dopo, fu costretto a venderlo lo stesso al Real Madrid per ragioni di bilancio, e a tale cessione imputò il 2% di voti in meno alle Elezioni Europee. Oggi Kaká potrebbe essere di nuovo milanista, è quasi certo sussurra radio-mercato, a costo zero e a stipendio ridotto: un gesto d’amore, chissà che nuove elezioni non siano all’orizzonte.

I NUMERI
Risultati
Chievo-Napoli 2-4 (13′ e 64′ Hamsik (N), 24′ e 40′ Paloschi (C), 28′ Callejon (N), 70′ Higuain (N)) Juventus-Lazio 4-1 (14′ e 26′ Vidal (J), 28′ Klose (L), 49′ Vucinic (J), 80′ Tevez (J)) Roma-Verona 3-0 (56′ aut. Cacciatore (V), 59′ Pjanic (R), 66′ Ljajic (R)) Atalanta-Torino 2-0 (58′ Stendardo (A), 82′ Lucchini (A)) Bologna-Sampdoria 2-2 (25′ Eder (S), 41′ Moscardelli (B), 64′ Kone (B), 71′ Gabbiadini (S)) Catania-Inter 0-3 (19′ Palacio (I), 56′ Nagatomo (I), 80′ Alvarez (I) Genoa-Fiorentina 2-5 (12′ Aquilani (F), 15′ Rossi (F), 42′ Gomez (F), 55′ Gilardino (Genoa), 56′ Rossi (F), 61′ rig. Lodi (G), 90′+4 rig. Gomez (F)) Milan-Cagliari 3-1 (9′ Robinho (M), 30′ Mexes (M), 33′ Sau (C), 62′ Balotelli (M)) Sassuolo-Livorno 1-4 (44′ Greco (L), 66′ Zaza (S), 70′ Emeghara (L), 75′ Paulinho (L), 86′ rig. Emeghara (L)) Udinese-Parma 3-1 (13′ Badu (U), 72′ Heurtaux (U), 84′ Cassano (P), 90′ rig. Muriel (U)).

Classifica
Napoli, Inter, Juventus, Fiorentina e Roma 6; Livorno, Atalanta, Verona, Cagliari, Lazio, Udinese, Torino e Milan 3; Parma, Chievo, Bologna e Sampdoria 1; Sassuolo, Genoa e Catania.

Prossimo turno
Domenica 15 Settembre, ore 15 (anticipi e posticipi non comunicati) Parma-Roma, Livorno-Catania, Lazio-Chievo, Inter-Juventus, Verona-Sassuolo, Fiorentina-Cagliari, Torino-Milan, Sampdoria-Genoa, Udinese-Bologna, NapoliAtalanta

SONDAGGIO

LA FOTOGALLERY
Nove partite, nove foto: lo scatto simbolo di ogni match disputato


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