Il nuovo Pontefice ha portato una ventata di novità nel modo d’affrontare l’idea dei valori religiosi più autentici. Non per nulla viene dal nuovo mondo e riesce a vedere con occhi nuovi la modalità stanca e statica in cui in Europa si dibattono i problemi esistenziali. Questa nuova modalità di vedere i problemi dell’Umanità traspare in molte sue affermazioni riguardanti la necessità di essere fecondi in idee e progetti per l’uomo e non zitelloni inaciditi, nella ricerca della trasparenza e del rifiuto della ricchezza fine a se stessa.

L’ultima esternazione riguarda il rigetto della passività, della disperazione e della mancanza di fiducia nel futuro con l’invito ai giovani che si vivono in questo modo a recarsi dallo psichiatra.

Oggi parlavo con una ragazza di 30 anni che, laureata, svolge lavoretti saltuari e precari che non le permettono di uscire da casa e che, recentemente, è stata lasciata dal fidanzato. Ha passato un brutto momento ed ha anche meditato sul suicidio. Riflettevo su come aiutarla. Ovviamente so per esperienza che non è sufficiente farle vedere il bicchiere mezzo pieno (è giovane, carina, intelligente, intraprendente) ma occorre cercare di capire il suo mondo interiore sia personale che sociale. Per gli aspetti sociali mi sono venute in mente le parole del Papa che, giustamente, combatte una società consumistica in cui lo stereotipo di felicità, imposto dalla pubblicità, è quello dell’avere. Avere un fidanzato, un lavoro, denaro per i propri progetti di vita è certamente utile ma lo è altrettanto essere in grado di pensare a se stessi come portatori di valori e progetti di cambiamento per la propria e l’altrui vita. Nel corso di brevi terapie, in passato, altri ragazzi hanno trovato dentro di sé la voglia di donare qualcosa agli altri e di partecipare a progetti che possano cambiare il meglio la società.

Uno dei maestri che ho conosciuto, lo psicoanalista Armando Bauleo, insegnava in Argentina, la terra del Papa. Applicava una forma di psicoanalisi di gruppo in cui lo scopo era di rendere operativo il gruppo e in grado di fare progetti utili per il cambiamento individuale e sociale.

In Europa, questo mi pare affermi il Papa, emerge a livello di piccoli o grandi gruppi l’idea pessimistica che nulla possa esser cambiato, che tutto sia già stato deciso e che non valga la pena di impegnarsi. Rimane allora solo quello che impone la pubblicità e cioè possedere qualcosa.

Stamattina dentro di me ho intimamente ringraziato il Papa che mi ha fornito uno spunto di riflessione utile per aiutare la ragazza che stavo visitando.