Voglio salutare la nomina di Elena Cattaneo Senatrice a vita riportando la sua conclusione dell’intervento all’ultimo Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, nel quale Cattaneo ci raccontò della sua visita a centri di ricerca in Iran:

“Mi è sembrato di cominciare a capire cosa fosse un Paese “chiuso”, ciò nonostante pieno di dignità, le cui donne, bellissime, usano quel velo imposto per legge come un oggetto di ornamento, colorato, colorano gli occhi, colorano le labbra, hanno sorrisi splendidi, vogliono un futuro migliore, soffrono per ciò che non hanno e per le poche possibilità di conoscere e muoversi. Questo mi ha ricordato ancora una volta quanto la conoscenza sia l’elemento attraverso il quale le persone e i popoli acquisiscono maggiore dignità e quanto, in fondo, chi ne limita l’accesso, ovunque nel mondo, non miri ad altro che a minarne la dignità. Ovunque, la lotta per la conoscenza è sempre una giusta lotta.”
Elena Cattaneo è una persona che dice quello che pensa. Lo fece battendosi al fianco di Luca Coscioni sul referendum per abolire la legge 40; accettando di far parte del Comitato promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca; denunciando il Governo italiano per l’esclusione della ricerca sulle staminali embrionali dai fondi alla ricerca; sottolineando l’assenza di evidenze scientifiche sul metodo “stamina” e…in tanti altri casi.
Cattaneo ha riconosciuto le urgenze di libertà delle scienziate iraniane perché ha conosciuto, vissuto e rilanciato le urgenze di libertà delle scienziate e degli scienziati italiani. Di persone che dicono ciò che pensano ce n’è davvero bisogno, nel nostro Paese e ancor più nel nostro Parlamento.
Buon lavoro, Elena, anche a nome dell’Associazione Luca Coscioni.